Quagliarella-Gattuso, lo scazzo che sa di pallone e il gesto di Ranieri. L'altro lato del... Covid

Fabio e Gennaro, ovvero il bomber e il tecnico, protagonisti di un acceso botta e risposta durante Sampdoria-Napoli. Anche questo è il calcio, o il pallone, se volete.
"Oh, ma quanto urli?! Stai facendo la telecronaca, mister". Fabio Quagliarella, esausto, non ce l'ha fatta più a sentire le incessanti indicazioni dell'allenatore del Napoli ai suoi calciatori ed è entrato scomposto su di lui con fare tra il serioso e il beffardo. Serioso perché in quelle parole c'è un suo sentito punto di vista (del resto anche i calciatori partenopei non sempre lo sopportano, ndr), beffardo perché non contiene offese o provocazioni. Tuttavia l'attaccante stabiese sapeva a cosa andava incontro. Le sue parole erano indirizzate a Gattuso, non ad un mite tecnico qualunque. E infatti, immediata, è arrivata la replica: "Non rompere i co**ioni Quaglia, pensa a giocare". Secco, diretto, tagliente, senza giri di parole, a piedi uniti. Botta e risposta, con stili diversi.
Ognuno scelga il suo preferito, ma a prescindere in quello scazzo c'è tutta la bellezza del pallone che sa accendersi senza degenerare. E a completare l'opera il gesto elegantissimo di un signore come Claudio Ranieri di non entrare nella disputa tra il suo capitano e il collega avversario. Il mister della favola del Leicester ha osservato senza scomporsi sicuro che tutto sarebbe sfumato come il vino con la carne in cottura lasciando un bel sapore di agonismo. Il calcio senza pubblico non appassiona più di tanto, anzi, perde il suo lato migliore, ma uno dei lati del covid è proprio quello di farci ascoltare passaggi che la presenza del pubblico nasconde per ovvie ragioni.








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