Pastore: "Per il Napoli 5 partite da far tremare le vene ai polsi: 2 domande obbligatorie"
Rosario Pastore, giornalista, ha analizzato il successo dei partenopei al Mapei Stadium contro il Sassuolo.

Rosario Pastore, giornalista, in passato firma de La Gazzetta dello Sport, ha commentato la vittoria del Napoli contro il Sassuolo. Queste le sue parole: "E' uno scritto difficile, difficilissimo quello che sto per postare. Perché da una parte c'è l'entusiasmo che il 6-1 ha scatenato nell'animo del tifoso; dall'altra, la constatazione, imprescindibile, della povertà tecnica dell'avversario che il Napoli ha asfaltato a Reggio Emilia. Il Sassuolo è ben povera cosa, ahimé, e credo proprio che la squadra neroverde dovrà svuotare un'intera camiceria se vuole agguantare la salvezza. Ma questa squadra, va detto, in altre occasioni, aveva tenuto testa contro avversari cosiddetti nobili, facendo non meschina figura. Al cospetto di un Napoli, che ha finalmente dato l'impressione di voler onorare lo scudetto tricolore, è crollata miseramente".
Poi ha aggiunto: "Ed ecco le due domande obbligatorie: ci troviamo di fronte ad una decisiva "resurrezione" dei campioni d'Italia o dobbiamo prendere con le pinze del chirurgo questo risultato, evitando di farci cullare dall'illusione che ormai tutto si sia sistemato e che, come ho sentito da tante voci, "siamo tornati"? Per il momento, ad essere tornata, finalmente, è la vittoria in trasferta, evento che mancava da un'eternità. Oltre a tanti, e numerosi, sprazzi dell'antica grande bellezza, quella che aveva fatto innamorare, non più di una stagione fa, tutto il mondo del calcio, italiano, continentale e mondiale. Ci sono stati, però, ancora dei momenti-no, come quelli iniziali, con l'esasperato titic-titoc nella nostra area, culminato con la dormita collettiva di difesa e centrocampo sul gol neroverde di Racic, con Meret forse il più appisolato di tutti".
Quindi ha proseguito: "E' a quel punto, però, che c'è stata una metamorfosi degna di Kafka, con la bella rete di Rrahmani. Ma va detto che sono stati uno più bello dell'altro i 6 gol azzurri, anche se almeno un paio sono stati propiziati da una difesa che definire colabrodo è fargli un complimento. Ed ecco che torniamo a bomba (mamma mia, Rosario, quante frasi fatte in poche righe, stamattina, e datti una regolata, no?) col dilemma iniziale: questa vittoria è figlia di un avversario estremamente mediocre o di un Napoli che ha riscoperto il suo antico splendore? Naturalmente, dare una risposta certa è impossibile. Del resto il calendario, con 5 impegni decisamente duri, potrà darci una mano a chiarire la situazione. Juventus e Torino al Maradona, Barcellona in Catalogna, Inter al Meazza e Atalanta in casa: questi gli impegni, da far tremare le vene ai polsi (ancora, Rosario?) che ci attendono".
Infine ha concluso: "Un mese di marzo terribile e solo dopo la gara contro la formazione di Gasperini le cose saranno finalmente chiare. Per il momento, però, godiamoci questa esplosione di gioco e di gol fino in fondo. Il destino, giusto per chiudere con un'altra frase fatta, è nelle mani di Giove".
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