Pastore: "Il Napoli ha pescato un mostro. Osservazione sconcertante a Sky"
Rosario Pastore, giornalista, in passato firma prestigiosa de La Gazzetta dello Sport, ha fotografato il momento del Napoli dopo il successo sul Monza.

D'accordo, siamo solo alla sesta di campionato, ovvero agli inizi inizi. E' vero - scrive Rosario Pastore, giornalista - il calendario ci ha aiutato parecchio, quando ha messo sulla strada del Napoli, in questi primissimi turni, solo la Juventus e, in parte, il Bologna nel mazzo delle cosiddette big. Tutto quello che volete voi, chi sono io per contraddirvi? Ma come si sta bene, amici miei, lassù, tutti soli, al comando della classifica. Lor signori dicano ciò che vogliono, ma quel primo posto si addice al Napoli come il lutto ad Elettra (cit. la trilogia di 'O Neill del 1931: magari ci azzecca proprio, ma mi andava di scriverlo).
PRIMATO - Gli statistici dicono che questa posizione latitava da diciotto mesi. Già, dopo lo scudetto, per tutta una stagione il Napoli era diventata una squadretta che prendeva paliatoni da ogni parte senza avere la capacità di un minimo di reazione. Un pianto greco, anzi, lacrime napulitane per settimane, per mesi, per tutto il campionato. E ovviamente, gli sfottò erano d'obbligo, da parte di chi questa piazza non l'ha mai amata. E un popolo intero sognava una sola cosa: di togliersi gli schiaffi dalla faccia. Un sogno che, ovviamente, continua e dal quale sarebbe del tutto inopportuno svegliarsi. Nel senso che quando Antonio Conte consiglia di rimanere coi piedi ben piantati per terra, è d'uopo (d'uopo? Mamma mia, sto scrivendo così come parlava Totò) dargli ragione. E io, per non fargli prendere collera, la ragione gliela dò. Ma con grande gaudio continuo a guardare amorevolmente quella classifica...
CENTROCAMPO - Ma basta con gli sfrennesamienti. E' tempo di parlare di quanto si è visto al Maradona. Dove si è seguita una squadra imporre praticamente da subito la propria superiorità. Grazie innanzitutto, ad un reparto, quello di centrocampo, autorevolissimo. Lobotka-Anguissa-McTominay: vi giuro, proprio non saprei a chi dare la palma del migliore. Un trio che ha imposto immediatamente la legge del più forte. Il Monza del signor Galliani per tutto il primo tempo non ha potuto minimamente opporsi a questa superiorità, che si è concretizzata coi gol di Politano (splendida l'azione personale del mancino romano che ha fatto passare beffardamente la palla fra le gambe del portiere) e di Kvaratskhelia, che ha appoggiato in rete l'assist mostruoso di quel mostro (di bravura, naturalmente) che è Scottie McTominay. Mentre il portiere azzurro faceva lo spettatore, quello brianzolo aveva le sue gatte da pelare. La musica sarebbe cambiata nella ripresa, quando il Napoli si è limitato a controllare il gioco, mentre il Monza per lunghi minuti palleggiava, senza però trovare quasi mai la possibilità di impensierire seriamente la difesa napoletana.
L'ARBITRO - Di Politano ho detto. Di Kvara va precisato, a parte il gol, i falli subiti. Un rosario di colpi proibiti. Lo stesso trattamento che è stato riservato a Lukaku. La direzione di gara del pugliese Manganiello è stata estremamente negativa. Non è la prima volta che questo arbitro danneggia il Napoli, purtroppo. Con il Var del tutto silente, quando sia il belga sia il georgiano sono stati fermati in area con le cattive maniere, per non parlare del fallo su Di Lorenzo. Ma non solo questo. Lukaku ancora una volta ha giocato tutta la gara con la mani addosso del suo marcatore e per Manganiello andava tutto bene, come a madama la marchesa. E io ripensavo a quando Ferlaino, in casi del genere, non esitava, negli intervalli, a piombare nello spogliatoio dell'arbitro per dirgliene quattro. Magari si prendeva la squalifica ma almeno si era sfogato...).
ZIZZANIA - Ho usato un sostantivo particolare, per riproporre (molti di voi l'avranno visto in diretta) quanto si è detto nel salottino di Sky, discutendo del Napoli. L'osservazione mi è parsa sconcertante. Secondo gli esimi osservatori, c'è la probabilità, o magari la certezza, che i vari Neres, Gilmour (Conte, per favore, si pronuncia Ghilmour), magari Ngonge e così via, ovvero quelli che al momento sono stati utilizzati di meno, possano creare casini, dando vita ad una polemica e pretendendo spazio. Ora mi chiedo se osservazioni del genere siano opportune. Potrebbero sembrare, ma sono sicuro che non è così, un tentativo di destabilizzare un ambiente che, tra le altre cose, si sta distinguendo anche per l'affiatamento che unisce tutti i giocatori. Ma, ripeto, sono convinto che non è così, non è proprio così. Mi fermo qui. Non mi va di entrare ulteriormente nella scazzetta del prevete.
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