Palmeri: "Tutta la verità su Ibrahimovic! Sarri mediocre e Allegri ride. Sentito che ha detto Cassano?"
Sono diversi i punti toccati dal giornalista Tancredi Palmeri nel suo consueto editoriale su alcuni dei temi più caldi del calcio italiano.

Torna il consueto appuntamento con l'editoriale a cura di Tancredi Palmeri per tuttomercatoweb.com. Ve ne proponiamo un estratto: "Il passo Ibrahimovic l’ha fatto: la sua richiesta di 10 milioni netti per un anno e mezzo è stata in parte ridotta. Il Milan ha offerto 6 milioni netti per la metà stagione rimanente più la prossima, e 4 di bonus anche se si tratta di bonus complicati. Ibra ha deciso di controrichiedere circa 8.5 milioni netti + 1.5 di bonus, non facili ma un po’ più semplicemente raggiungibili. La volontà è apertamente quella di concludere da entrambe le parti, c’è ancora un sostanzioso 40% di differenza sul netto da parte di entrambe le parti, ma c’è l’intenzione di chiudere entro due settimane. Nel frattempo Ibra a GQ ha detto che tornerà in Italia in una squadra ricca di storia che deve tornare a vincere, perché la sfida lo stimola. Dichiarazioni ovvie, anche se va sottolineato che l’intervista è stata rilasciata un mese fa".
Palmeri ha poi aggiunto: "A proposito di parole pesanti. "Ha fatto bene solo con l’Atalanta. Fine. Ne sta facendo una più di Bertoldo. Come no, ‘ha fatto bene’, ‘sta giocando alla grande’ , ‘è il migliore al mondo’. Va bene, diciamo sempre quello che volete”. Ci voleva un Pierino la peste senza legge e senza padroni come Antonio Cassano per smascherare il velo di ipocrisia su de Ligt, con questo giudizio sull’olandese, o meglio sulla narrativa sull’olandese, esasperato dall’incredulità per leggere nell’ultimo mese cronache elegiache sul difensore a fronte di prestazioni normalmente discrete, tralasciando poi errori sempre decisivi. L’uscita di Cassano si può traslare per estensione su quanto si sta vedendo in merito alle analisi sulla Juventus di Sarri: su 18 partite giocate finora, 14 e mezzo sono state disputate con assoluta mediocrità, vinte per inerzia grazie a una panchina infinita, e a un livello tecnico medio incomparabile, ma senza uno straccio di gioco apprezzabile - occhio: parliamo di semplicemente apprezzabile, non di quello trascendentale del miglior Sarri. Si dirà: però guarda la somma di punti, guarda i risultati, come fai a criticarla?
Per carità, tutto bene. Ma non era questa la critica che a furor di popolo aveva rimosso Allegri dalla panchina juventina? Il povero Max se la starà ridendo (amaramente) vedendo il linciaggio a cui era stato sottoposto. E sicuramente si può aggiungere che siamo solo a un terzo di stagione, che conta la primavera, e che anzi nelle 3-4 partite più difficile è proprio là che la Juventus ha giocato meglio. Tutto giusto. Ma il pareggio con il Sassuolo è in verità la dodicesima volta (su 18!) che si ripete la stessa partita: Sassuolo, Atalanta, Milan, le due con il Lokomotiv Mosca, Torino, Genoa, Lecce, Bologna, Brescia, Verona, Fiorentina. Gioco assente, guizzi di un singolo, il miracolo del portiere. Stavolta è arrivato il pareggio perché al posto del miracolo c’è stata la papera (anche se sul gol l’errore più grande è di de Ligt, che proprio compie la scelta sbagliata, invece di sbagliare il gesto tecnico).
Il gioco di Sarri finora è stato costantemente mediocre, e c’è un credibile banco di prova di partite a dirlo. Niente è definitivo, ci mancherebbe: ma perché non si può criticare apertamente? Perché questo atteggiamento difensivo? A leggere i risultati al lunedì siamo tutti bravi, ma se analizziamo la prestazione, non dovremmo parlare allora della qualità (che non è detto debba essere espressa solo con un unico stile, intendiamoci). La testa della classifica persa dalla Juve non conta nulla, è solo 1 punto di distacco. Più rilevante è la costanza di questa mediocrità, un centrocampo di Sarri che finora ha espresso nulla delle sue idee, e delle scelte gerarchiche in attacco fatte in senso politico.
Parliamo di calcio, non di pettegolezzi o slogan: davvero questi non sono argomenti rilevanti?
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