Palmeri: "Napoli squadra collaudata, ha un calciatore perfetto per esplodere con Spalletti"

Tancredi Palmeri ha fatto il punto sul campionato di massima serie soffermandosi sulla mancanza di una squadra favorita assoluta per il titolo.
Tancredi Palmeri, nel suo editoriale su TMW, fa il punto sul campionato di massima serie evidenziando la mancanza di una squadra favorita per il titolo: "Personalmente non esiste che io non eserciti il mio sacrosanto diritto e dovere di sputtanarmi con il pronostico, tanto sulla Serie A quanto sulla Champions. E sul quale faccio una doverosa premessa: da 21 anni a questa parte ho sempre pronosticato l’esatto vincente dello scudetto per ben 20 volte su 21, sbagliando solo nel 2014-15 quando dissi Roma di Garcia e invece fu Juventus di Allegri I; in Europa invece ho indovinato ii pronostico solo 5 volte nelle ultime 21 edizioni (e nello specifico, non ci riesco dal 2015 con il Barcellona di Luis Enrique). E forse, per la prima volta in contemporanea nelle due competizioni, mi viene da dire che il favorito di quest’anno sia in Serie A che in Champions sia per la prima volta la stessa squadra: ovvero, nessuna! Non ricordo un tale livello di equilibrio - verso il basso - tra così tante contendenti sia in Italia che in Europa. E del resto, non arriva di sorpresa: l’anno scorso in Serie A in 4 dal secondo al quinto posto sono arrivate a 2 punti di distacco e tutte in corsa per scambiarsi i posti fino a una giornata dalla fine; e in Champions 3 semifinaliste su 4 non hanno vinto il loro campionato, con ben 2 che hanno pure cambiato l’allenatore a stagione in corso".
"Dovendo sceglierne una in Italia, dico ancora Juventus (riservandomi il diritto di cambiare il 1° febbraio in caso di acquisti o cessioni clamorosi da parte di una delle contendenti). Dico ancora Juve e non sono il solo e non sono matto, considerando che i bookmaker stessi danno ancora la Juventus favorita per quanto a pari merito con l’Inter, nonostante i 5 punti di distacco già accumulati. Dico Juve perché Allegri avrà anche dei problemi a trovare la quadra, ma il livello tecnico della rosa della Juventus non ha assolutamente pari: unica a poter schierare 2 titolari per ruolo in 10 posizioni su 11, escluso il centravanti che ha solo Morata come interprete puro. Non possono di colpo aver disimparato tutti a giocare. E’ vero, hai perso i 30 gol di Cristiano Ronaldo, che negli ultimi 3 anni avevano coperto una maniera di stare in campo orribile della Juve, prima con Allegri, poi con Sarri e infine con Pirlo. Ma adesso si vede la qualità di Allegri stesso: che può piacere o no dal punto di vista estetico, ma ha vinto 6 scudetti in carriera, e dunque quando trova il sistema poi non lo fermi più. Comunque, mi pare che sia davvero un campionato da 7 cugine, e chiunque sia quella che prevarrà lo farà di un nulla e soprattutto su un mischione di mezzo: perché Juve e Inter hanno abbassato il loro livello, consentendo alle altre di avvicinarsi, e allora secondo me è altamente probabile un arrivo in volata come l’anno scorso, ma esteso anche al titolo. L’Inter rimane solida e collaudata, ma stavolta è chiamata a fare di più in Europa, e questo potrebbe penalizzarla, per di più avendo perso i due giocatori più ‘squilibranti’. Come il Milan pure distratto dalla Champions , a cui nessuno potrebbe rimproverare l’eliminazione con un girone come quello capitatogli, ma è sicuro che il doppio impegno sarà complicato da gestire fino a dicembre - per non parlare della perdita di Calhanoglu e soprattutto Donnarumma, che da solo vale un bel po’ di punti, per quanto l’orgoglio milanista si convinca che no no mi hai lasciato ma già non ti volevo più. La Roma ha dei limiti nei ricambi ma avanza a fari spenti sapendo che Mourinho ha un gps naturale. Il Napoli ha una squadra collaudata più un Osimhen che sembra perfetto per esplodere con Spalletti, ma forse deve ancora crescere sul piano del gioco. L’Atalanta è assolutamente sul piano della altre, sia per meriti acquisiti che per reale livello della rosa, con solo l’incognita che Gasperini possa ancora mungere il massimo da certi elementi non più giovani. E poi la Lazio, che sulla carta paga il gap tecnico maggiore rispetto alle altre, ma se come sembra Sarri ha già trovato la soluzione come dimostrato nelle prime due giornate, allora nulla le sarebbe precluso". Ha concluso il noto giornalista.








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