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Palmeri: "I calciatori hanno paura, sono i lavoratori più a rischio! Chi si prende la responsabilità penale?"


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Pubblicato nella sezione Campionato
Palmeri: I calciatori hanno paura, sono i lavoratori più a rischio! Chi si prende la responsabilità penale?

Tancredi Palmeri, giornalista di beIN SPORTS ed inviato della CNN, nel suo editoriale ha parlato del momento vissuto dai calciatori.


Tancredi Palmeri, nel suo editoriale per TMW, ha fatto il punto della situazione sul calcio italiano: "[...] I calciatori hanno paura. Perché in tutto questo baillame di riunioni ovviamente in conference call dove nessuno giustamente si avvicina per timore del contagio, quelli a cui dovebbe toccare il ruolo più pericoloso sono i calciatori. E i calciatori hanno paura. Non tutti ovviamente, e non sono in grado di dire se siano la maggior parte, ma una buona parte del campione di calciatori con cui sono entrato in contatto, mi hanno manifestato la preoccupazione per la ripresa. Perché si rendono conto che è ancora totalmente un'idea senza controprova di messa in pratica, quella di giocare un campionato in sicurezza".


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Palmeri ha poi aggiunto: "Sono preoccupati, i calciatori. Ed è assolutamente puerile paragonarli agli altri lavoratori che torneranno a essere operativi dal 4 maggio. Non solo perché i calciatori sono stati classificati dall'Inail tra i lavoratori più a rischio, ma proprio perché il loro lavoro non è minimamente paragonabile: è l'unico mestiere dove per definizione non può essere applicato il benché minimo distanziamento sociale; dove non si può utilizzare nemmeno la protezione personale più basica; e al contemporaneo abbassamento delle difese immunitare perché sotto sforzo agonistico, si accompagna l'alto rischio dell'imbattersi nel droplet del sudore altrui. C'è paura tra i calciatori perché non si sa cosa li possa aspettare. [...] Il protocollo Figc dice che le competizioni potrebbero continuare con il normale monitoraggio parallelo; i medici della Serie A dicono: “No, scusate, vanno messi in quarantena per 14 giorni”, il che vorrebbe dire addio definitivo al campionato. E lo dicono sia perché è giusto. E sia perché la responsabilità penale, nel caso qualcuno dopo il primo contagiato risulti a sua volta positivo, sarebbe la loro. E allora, se ai presidenti della Serie A sembra tutto così assurdo, sembra tutto così un problema dal nulla, perché non firmano loro un documento dove dichiarano di farsi carico di qualsiasi responsabilità penale e civile, sollevando i medici sociali dall'incombenza".


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