Palmeri: "Calciopoli 2 non c'è. A Napoli devono essere felici di perdere con la Juve"

L'inviato di beIN Sports e corrispondente della CNN e de La Gazzetta dello Sport ha fatto il punto della Serie A nel suo editoriale.
Vi proponiamo il consueto editoriale di Tancredi Palmeri per tuttomercatoweb.com: "O c'è Calciopoli 2, o non c'è. E non c'è. E del resto non ci sarebbe stata nemmeno la 1, se non ci fossero state le intercettazioni. Se avete l'occasione di scorrere qualsiasi giornale dell'epoca, non troverete mezzo sospetto, mezzo riferimento, mezza allusione. Si parlava solo di polemiche. E quella era la realtà dei fatti.
Dunque questa è la realtà dei fatti, oggi. Alimentare il sospetto non è giornalismo serio e non è onorevole, come del resto ha sostenuto intiera la nostra classe giornalistica. E i giornalisti sono uomini d'onore.
Dunque è solo ai fatti che bisogna attenersi. E i fatti dicono che la Juventus vince da 6 anni il campionato. I fatti dicono che la Juventus ha +4 in classifica. I fatti dicono che, cataclismi permettendo (ma non ci sono precipitazioni atmosferiche all'orizzonte, e Simeone gioca stavolta nella Fiorentina) vincerà il settimo scudetto consecutivo.
Questa è l'unica cosa che conta.
E tutti i tifosi di Napoli, Inter, Roma, Milan e tutte le altre squadre più piccole devono essere contenti di perdere con la Juventus. Perché la Juventus è forte, e giustifica la sua vittoria, e dà motivo del perdere contro di lei.
Perdere contro di lei è una verità ineluttabile data dal fatto che la Juventus sotto ogni piano organizzativo e sportivo è assolutamente di netto la più forte. Per cui perdere contro la Juventus è assolutamente comprensibile e giustificabile. Immaginate se si perdesse contro una squadra il cui predominio non fosse così netto.
E' la stessa competizione con la Juventus che nobilita le altre squadre, ma è solo la Juventus che ha come motto 'Vincere è l'unica cosa che conta', quindi è giusto che sia così.
Qualsiasi vittoria della Juventus fa bene a tutto il calcio italiano a cascata. Perché un terzo dell'intero pubblico calcistico è formato da tifosi juventini, quindi vuol dire garantire un seguito solido che altrimenti nessuna altra squadra saprebbe garantire.
In fondo Moggi aveva ragione. Certo non si può negare che su Calciopoli sia stato condannato da qualsiasi grado di giudizio sportivo e penale (salvo prescrizioni sopravvenute, che però nella sentenza confermarono le accuse ma appunto fecero sopraggiungere la giusta prescrizione).
Eppure Moggi aveva ragione quando disse che finché la Juventus vinceva nel 2006, il calcio italiano era florido. Magari si potrebbe obiettare che per riuscire a vincere le altre erano costrette a svenarsi il triplo di quanto avrebbero dovuto fare normalmente, con Lazio, Parma, Roma e Fiorentina tutte arrivate sul fallimento o oltre (non solo per questi motivi, per carità) per essere sicure di essere più forti di qualsiasi intemperie, e con Milan e Inter che hanno solo dilazionato nel tempo la loro agonia grazie a famiglie proprietarie ben più facoltose.
Le finanze rispetto ad allora adesso si sono ristrette, quindi non vedremo più società fallire per riuscire a vincere almeno una volta, ma certo le risorse di Napoli, Roma e Inter senza titoli entrano in un circolo vizioso.
Eppure Moggi aveva ragione. Perché in verità nel 2006 poco prima che scoppiasse Calciopoli il calcio era sull'orlo del baratro, soffocato nella competizione, crollato nell'interesse all'estero a scapito della Premier, e con le Sette Sorelle che avevano già perso 3 pezzi e si apprestavano economicamente a perderne un quarto a prescindere dagli scandali.
Eppure Moggi aveva ragione, perché finché la Juventus vinceva comunque le cose andavano bene.
Ugualmente adesso, l'interesse per il campionato italiano è tornato, su una lotta molto avvincente. E questo nonostante la Juventus si appresti a vincere il settimo scudetto consecutivo, che in verità in teoria dovrebbe ammazzare l'interesse.
Un rivale battuto nonostante sia in salute, credibile, e ammirabile, rappresenta la migliore delle vittorie per la Juventus, che è l'unica che ha tenuto in alto il nome dell'Italia in Europa negli ultimi anni, eccezion fatta per l'episodica stagione della Roma. Le partite che hanno più interesse mediatico per le rivali sono le partite contro la Juve.
E dunque bisogna essere contenti di perdere con la Juventus. E' la cosa migliore per tutti.
Per quanto mi riguarda, l'interesse nella questione si chiude qui".







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