Orsato "confessa" e Pecoraro "denuncia", Sarri vinse lo scudetto col Napoli: favola negata!

Una brutta pagina per il calcio italiano. Una pagina nera, nerissima. Uno sfregio per un intero popolo che meritava una gioia tanto attesa.
In queste ore non si fa altro che parlare - sui social e non solo - delle dichiarazioni di Orsato, arbitro del famigerato match Inter-Juventus in cui Pjanic doveva essere espulso per doppio giallo e invece fu graziato: tutto il mondo era certo che sarebbe arrivato il cartellino più temuto, e invece il direttore di gara che era a pochi passi dal luogo del fattaccio, ammonì un calciatore nerazzurro per proteste. Una clamorosa decisione quella del fischietto di Schio che finì per favorire i bianconeri nella corsa scudetto. "Ho sbagliato, dovevo estrarre il cartellino rosso", a distanza di tre anni arriva la "confessione" del direttore di gara in diretta tv. Parole che in realtà fanno sorridere perché tutti gli sportivi e appassionati di calcio non avevano certo bisogno di quelle dichiarazioni per fugare ogni dubbio. In generale fu tutta la stagione ad essere ricca di episodi discutibili.
I tifosi ricordano spesso il fallo di mano di Bernardeschi in area in Cagliari-Juventus o il fallo da rigore di Benatia su Lucas Leiva a Roma in Lazio-Juventus. Ma ce ne sono davvero tanti. Qualche episodio dubbio favorì anche il Napoli (forse solo uno, per non parlare di quelli sfavorevoli), ma nulla a che vedere con i rivali. A rincarare la dose, in queste ore, la "denuncia" dell'ex procuratore federale Pecoraro: "A distanza di anni non capisco ancora perché di quell'episodio di Pjanic mi arrivò il video, ma non l'audio. A differenza degli altri frame che richiesi. Chiesi gli atti perché avevo ricevuto una serie di esposti che sospettavano malafede da parte degli arbitri. Non potevo cominciare qualcosa senza avere una documentazione. Mi furono negati da Lega e AIA, chiesi colloqui VAR". I tifosi del Napoli, quelli veri (e nessuno si offenda), sanno che quello scudetto la squadra di Sarri lo meritava per il gioco espresso. Altro che strumentalizzare la frase del tecnico toscano "partita persa in albergo" che ora - qualora ce ne fosse bisogno - dovrebbe avere un significato più chiaro anche per i seguaci del purismo sportivo al di là di ogni ragionevole dubbio, ovvero quella fascia di pseudo tifosi del Napoli che ancora nega l'evidenza appellandosi a concetti di presunta sportività. Intellettualoidi, insomma.
Si è trattato di una bella, bellissima favola fatta di meritocrazia, spettacolo, unione tra squadra e allenatore in combinato disposto col pubblico. Una favola sfregiata. Un gioia negata ad un intero popolo concentrato in riva al golfo ma sparso nel mondo. Una pagina nerissima del calcio italiano che aveva la possibilità di rilanciare il "prodotto". Uno scandalo, di cui vedemmo anni prima l'anteprima a Pechino. Quel Napoli riconciliava con il calcio. Si preferì tutelare altro. Cosa? Non lo sappiamo... Altro.








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