Ora tutti esaltano Demme, fino a qualche mese fa volevano il suo addio. Retromarcia Gattuso

In questi giorni stiamo assistendo ad una vera e propria esaltazione di Demme. Tra coloro che ne parlano bene, anche quelli che volevano il suo addio.
E' facile esaltare Diego Demme in queste settimane in cui si consolida come uno dei pilastri imprescindibili del Napoli di Gattuso. Rino, detto Ringhio, però, prima di capire quanto fosse imprescindibile il mediano italo-tedesco ed ex capitano del Lipsia, ha voluto cullare l'utopia del centrocampo a due con Fabian e Bakayoko, quest'ultimo voluto fortemente dal mister sul finire della finestra estiva del calciomercato. E così tanti addetti ai lavori e non solo spingevano per la cessione di Demme, accostato con grande fantasia a tanti club di medio livello.
Una vera e propria offesa al mediano che, numeri alla mano, corre più di tutti in Serie A. Ora è troppo facile parlare bene di Demme, in tanti si propongono in lodi sperticate all'insegna dell'"io l'ho sempre detto". Il punto è che sono più o meno gli stessi che volevano il suo addio visto che "Gattuso fa bene a schierare il 4-2-3-1, meglio di Demme sarebbe Veretout". Insomma, il festival del qualunquismo e di pallone vero nemmeno l'ombra, soprattutto considerando che Diego Demme anche al Lipsia giocava a due a centrocampo, come del resto lo sta facendo ora, con Zielinski pendolo. Ed è anche facile ora parlare meno bene di Bakayoko che da "grande acquisto" è diventato "pacco da rispedire al Chelsea". Meditate gente, meditate.








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