Ora per Spalletti lo scenario è paradossale

Luciano Spalletti chiamato a fare delle scelte tenendo in equilibrio l'umore del gruppo. Davanti ai suoi occhi ora c'è solo l'imbarazzo della scelta. E mica è facile?
Cos'è un paradosso? E' una affermazione il cui contenuto o la forma appare evidentemente contraria all’opinione comune e dunque ci arriva come qualcosa di poco credibile. Come si legge sulla Treccani, i primi ad usare i paradossi furono gli stoici, per indicare quelle tesi, in particolar modo etiche, che apparivano contrastanti con l’esperienza comune. Un esempio: il dolore che non è un male. Paradoxa (ovvero contro l'opinione) stoicorum è il titolo di un’opera di Cicerone (46 a.C.). Restando alla stretta attualità, invece, anche sentir dire "guerra necessaria" è un paradosso perché nel sentire comune una guerra non si può giustificare a prescindere. Per fare un altro esempio possiamo parlare del Napoli: lo scenario per mister Luciano Spalletti è a dir poco paradossale.
Quale? La rosa tornata al gran completo può essere un grande problema per l'allenatore azzurro. La sfortuna e la Coppa d'Africa in questa stagione hanno avuto il loro peso, per non parlare del Covid e delle noie muscolari. Il tecnico spesso ha avuto momenti molto difficili a causa delle tantissime assenze. Ora, invece, tutti sono abili e arruolabili e sono smaniosi di dare il loro contributo. In mancanza di altri impegni oltre al campionato, il mister dovrà per forza di cose scontentare qualcuno. Scelte obbligate, infatti, non ce ne sono, potrà pescare dal mazzo come meglio vorrà. Mancano dieci partite, 11 i calciatori che vanno in campo e 5 i cambi. E' evidente che Mertens, Ghoulam e gli altri in scadenza siano smaniosi di farsi vedere, così come Petagna che ormai non gioca più, e Demme che probabilmente contro il Milan si aspettava di giocare dopo la buona prova contro la Lazio, e considerando inoltre la forma non del tutto ottimale di Lobotka e Anguissa, oltre a Fabian Ruiz e Zielinski, in evidente affanno.
E poi c'è Meret, portiere che avrebbe dovuto giocare nelle gare di Coppa. Che ora non ci sono più. Senza dimenticare infine Ounas, Lozano, Malcuit e Juan Jesus. Quest'ultimo, fino a qualche settimana fa era una vera e propria sorpresa, oggi invece è tornato nel dimenticatoio. Spalletti dovrà fare l'equilibrista tra necessità collettive, bisogni dei singoli e proiezioni del club.








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