"O capitano! Mio capitano!", lo sfogo di Insigne è la voce del tifoso

Carpe diem, Napoli. Il futuro te lo giochi adesso. Se davvero vuoi centrare la Champions League, d'ora in poi è vietato sbagliare.
Lorenzo Insigne, al termine di Sassuolo-Napoli, si lascia andare ad uno sfogo di rabbia, di pancia. Proprio lui, il capitano, che più di tutti ha lottato, con le unghie e con i denti, per strappare un punto al Mapei. A conti fatti, al Napoli è andata anche di lusso. Il campo, oltre il risultato, ha dato un verdetto: la squadra di Gennaro Gattuso non ha meritato di vincere. E, forse, neanche di pareggiare. Troppi, quasi inspiegabili, gli errori della difesa: distrazioni che costano caro e fanno rabbia. Quella di Insigne. Quella di tutti noi.
Il numero 24, con il suo sfogo, dà voce al tifoso. Il tifoso che è in lui e che sta a casa, speranzoso di vedere ben altro spettacolo dai propri beniamini. Il calcio di Lorenzo alla bottiglietta, ahinoi, sembra diventato ormai un rituale abituale. Chissà a chi o a che pensa, quando prende la mira contro la plastica. "O capitano! Mio capitano!", recitavano nell'Attimo Fuggente di Robin Williams. D'ora in poi, è vietato sbagliare. Carpe diem, Napoli. Il futuro te lo giochi adesso.








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