Nello Mascia: "Il soprannome per Lukaku, il predestinato visto al Maradona e la novità"
"Il Feroce Salentino si fa sentire nell'intervallo. Così nella ripresa cambia la chiave tattica", scrive l'attore e regista napoletano.

Nello Mascia, apprezzato attore e regista, nel corso della sua rubrica "Falli da dietro", nata nel 2008, ha commentato la sfida del Maradona tra Napoli e Como. Queste le sue parole: "Manco il tempo di sprofondare nel divano. Pronti via. Scambio Kosovaro-Buongiorno. Apertura sulla destra al Capitano. Appoggio al centro. Big Rom è una gigantesca montagna nera. I difensori avversari, nel contrastarlo, gli sbattono contro mingherlini e fiacchi. Somiglia proprio a Bud Spencer in quelle indimenticabili scene mute il cui sonoro erano i cazzotti sul naso, le bottiglie in frantumi e i tavolini fracassati. Ma il belga ha anche un piede ben educato e sa servire a sinistra al millimetro l’accorrente Mc Scott. Stop di destro, tocco felpato di sinistro, poi di nuovo destro. Tiro fulminante.
Il Napoli è in vantaggio. E io domani imparo a suonare la cornamusa. Il gol meritava un racconto dettagliato. Partita chiusa? Nemmeno per sogno. Il Como è la squadra reduce da una promozione trionfale. Segnalata in sede di presentazione anche dagli sprovveduti – quorum ego - come la sorpresa del campionato. Previsione per nulla geniale. E di nessun merito. Basta leggere la formazione per accorgersi – stropicciandosi gli occhi - della presenza di autentiche star internazionali. Basta dare un’occhiata alla panchina e notare che è occupata da Cesc Fabregas mitico centrocampista dei Gunners e del Barca. L’elegante Como ispanico, per nulla intimorito, comincia a palleggiare, proponendo un Tiki-taka di perfetta esecuzione. E il Napoli indietreggia sempre più. Solo il palo nega il gol a Nico Paz predestinato ventenne dal sinistro da fuoriclasse e dalla personalità da leader. Come sia finito a Como uno così, è un mistero. Ma la pressione lariana è incessante. Tanto che alla fine del primo tempo il pareggio di Strefezza sembra quasi scontato.
Il Feroce Salentino si fa sentire nell’intervallo. Così nella ripresa cambia la chiave tattica. Charlie Brown prende le misure al talento ispano-argentino e scrive una partita mostruosa. Cesc ai microfoni confesserà senza vergogna di essere completamente pazzo d’amore per lui. “Vorrei giocare con 11 Lobo”. Beh, anch’io. Poi l’arbitro (mamma mia, che scarso) concede un rigore.
Che è meno solare di quello che precedentemente aveva negato. A proposito di rigori. Negli anni scorsi al fischio dell’arbitro gli azzurri in campo mostravano prima esultanza, ma immediatamente dopo imbarazzo. E mo’ chi lo tira sto ca**o di rigore? Lo tiri tu? Io? Per carità, fallo tirare a lui. Minuti interminabili col pallone in mano. Quest’anno c’è una novità. Quest’anno c’è chi i rigori li tira non li sbaglia proprio mai. Poi entra Neres e sono fuochi d’artificio. Vittoria sudata. Vittoria dei nuovi assunti. Partita sporca come sporche saranno tutte le partite contro le provinciali. E’ un Napoli da primato. Un Napoli di lotta, di sostanza e di muscoli. E’ il Napoli cinico e consapevole che sta disegnando il tecnico leccese. Si respira aria buona per i vicoli di Napoli".
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