Napoli, vivaio improduttivo? Non proprio, occhio al baby talento Tambaro
Sul web circolano dei video che mostrano numeri da funambolo sudamericano, Mario Tambaro è il baby talento del settore giovanile del Napoli che ha destato parecchia curiosità.

Napoli possiede un potenziale calcistico enorme, forse unico nel suo genere, perché qui il calcio non è soltanto uno sport: è una seconda identità, un linguaggio comune, un'eredità che si tramanda di generazione in generazione. È stato Diego Armando Maradona, più di chiunque altro, a rendere questo legame ancora più profondo, spingendo migliaia di bambini ad avvicinarsi al pallone con il sogno di indossare la stessa maglia che ha vestito il "Dio del calcio".
Per questo, vedere giovani napoletani costretti a lasciare la propria città per crescere in altri vivai è sempre una ferita aperta. Una realtà amara, figlia soprattutto della mancanza, per anni, di infrastrutture adeguate alla formazione dei talenti. Il presidente Aurelio De Laurentiis sta provando a colmare questo vuoto, con la progettazione di un centro sportivo moderno e all'avanguardia che potrebbe finalmente segnare una svolta. Nel frattempo, ai tifosi non resta che sperare che qualcuno scelga di restare, trattenuto da quel fortissimo spirito partenopeo che altrove non si respira.
Eppure, sarebbe ingeneroso sostenere che il vivaio azzurro sia sterile. L'esempio più evidente è Antonio Vergara, che si sta ritagliando spazio e credibilità nella rosa di Antonio Conte, dimostrando come il talento, se messo nelle condizioni giuste, possa emergere. Ma lo sguardo può spingersi ancora più in basso, anzi molto più in basso, fino al 2012: nell'Under 14 del Napoli sta infatti crescendo un profilo che ha già attirato attenzioni e curiosità, Mario Tambaro.
Capitano della squadra, trequartista naturale, con la maglia numero 10 sulle spalle - guarda caso - Tambaro si è fatto notare per qualità tecniche evidenti e per una capacità nel dribbling che ha acceso la fantasia di molti. Sul web circolano diversi video che lo mostrano all'opera, con giocate da funambolo e una naturalezza che ricorda i classici numeri sudamericani. Gioca con la spensieratezza di chi deve ancora solo divertirsi, esprimendo il proprio talento senza freni, probabilmente anche grazie a un contesto tecnico che gli consente libertà e serenità.
L'entusiasmo, tra alcuni supporter azzurri, è comprensibile: c'è già chi sogna di vederlo presto in prima squadra. Ma è qui che serve fare un passo indietro. Tambaro compirà quest'anno solo 14 anni: per esordire in Serie A dovrà prima compierne almeno 15 e soprattutto dovrà affrontare un percorso lungo, fatto di crescita, passaggi intermedi e inevitabili difficoltà. Non ha ancora calcato i campi della Primavera e sarebbe un errore caricarlo fin da ora di aspettative sproporzionate.
Il talento c'è, il potenziale pure. Ma va protetto. Solo il tempo dirà se Mario Tambaro saprà trasformare le promesse in certezze, una volta raggiunta la maturità necessaria per confrontarsi con il calcio dei grandi. Napoli, questa volta, ha il dovere di aspettare.
Una cosa, però, è certa: Napoli, e la Campania in generale, ha un bacino di baby talenti che andrebbero osservati e messi nelle migliori condizioni.
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