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Napoli, trauma cranico: Osimhen simbolo di un 2021 in caduta libera


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Pubblicato nella sezione Campionato
Napoli, trauma cranico: Osimhen simbolo di un 2021 in caduta libera

De Laurentiis può esonerare Gattuso, ma non se stesso (e Giuntoli) dalle proprie colpe. Osimhen a Bergamo è l'immagine di un Napoli KO. Il silenzio stampa non aiuta nessuno.


Napoli in caduta libera a Bergamo. Il 4-2 con l'Atalanta segna la distanza che separa due realtà oggi agli antipodi per rendimento: lo strapotere della Dea e la bellezza dell'asino, svanita, nella sua inconsistenza, per lasciar posto al solo imbarazzo. Il Napoli si sgretola sotto i colpi di Luis Muriel e compagni, accartocciandosi su se stesso come una fotografia datata e scolorita. E' davvero questo il Napoli di inizio stagione? Siamo realmente di fronte alla stessa squadra? Sfogliando il calendario, spunta un dato eloquente: 15 punti in 9 partite, nel 2021. Le assenze (tante, tantissime) pesano, come ancor più l'incapacità di tirar fuori l'orgoglio e far luce nei momenti bui.


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Gennaro Gattuso è l'emblema di un paradosso: se lo spogliatoio è col mister (per buona parte), il club si estrania, confinandolo e confinandosi in una sorta di isolamento reciproco, una quarantena mediatica di cui non si intravedono i reali benefici. Il distanziamento "sociale" di Aurelio De Laurentiis ed il silenzio stampa forzato non aiutano nessuno, alimentando il chiacchiericcio ed amplificando inciuci, accrescendo la confusione sul futuro. 


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Rafa Benitez? Maurizio Sarri? Walter Mazzarri? Tutti i nomi di un anacronistico ritorno al passato che avrebbe il sapore del fallimento. Se volesse, il presidente potrebbe esonerare Gattuso dal ruolo di allenatore, ma non se stesso (e Cristiano Giuntoli) dalle proprie colpe. 

Tiemouè Bakayoko tra i peggiori a Bergamo. Di nuovo. Lui che sorrideva dopo la batosta a Granada. In Spagna, ha perso in primis il direttore e, dunque, il mercato, la società: Eljif Elmas, Amir Rrhamani, Stanislav Lobotka (che anziché dimagrire sembra ingrassare a spese del Napoli), Matteo Politano e Victor Osimhen, acquistati a suon di milioni per essere il Napoli del domani, non sono bastati a fare un misero gol alla nona forza della Liga, capace di perdere invece per 3-2 contro il fanalino di coda dell'Huesca, oggi ultimo. Una riflessione è d'obbligo, purché nel calderone non ci finisca unicamente Ringhio Star.

E' un Napoli che precipita stordito, come al Gewiss Stadium Osimhen, il suo fiore all'occhiello: trauma cranico, sono serviti i ceffoni - raccontano -  per rianimarlo. Il nigeriano, fortunatamente, sta bene ed ha scampato il pericolo, ma lo stesso non si può dire, ahinoi, della squadra. A ben vedere, il trauma cranico ha colpito tutto il Napoli, la cui convalescenza, ad oggi, appare ancora lunga. Osimhen non ricorda nulla dell'incidente, proprio come il Napoli sembra non ricordare nulla di quando viaggiava a gonfie vele verso i piani più nobili della classifica. Una batosta fisica e mentale, l'immagine esatta del Napoli 2021. Osimhen che corre con un braccio solo, deambulando come può, sotto sforzo, è il simbolo di una stagione: del mercato, della Covid-19, delle difficoltà in campo e dell'impatto innaturale che l'ha portato in ospedale dopo essersi contorto. Da capire se la deformazione che ne conseguirà, per il Napoli, supererà i limiti della tolleranza, producendo una frattura lineare o infossata.


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Gianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.
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