Napoli-Torino, pagelle: Osimhen indefinibile, Rrahmani imperioso, bentornato Ciro. Tre insufficienze

Otto vittorie consecutive, il Napoli di Spalletti continua a volare in testa alla classifica. Straordinarie le prove di Ospina e Di Lorenzo, decisivo il guizzo di Mertens.
Il Napoli di Luciano Spalletti batte il Torino con un gol di Osimhen (8 gol nelle ultime 7 partite) e torna in testa alla classifica con 24 punti scavalcando il Milan che era a 22 con una partita in più. Otto vittorie consecutive, dunque: I partenopei ci erano riusciti solo nella stagione 2017-18 con Maurizio Sarri in panchina. Serata durissima per i padroni di casa con gli ospiti in costante pressing alto e duelli senza esclusione di colpi. Al Maradona il solito copione: Fabian Ruiz regista, Anguissa al suo fianco, Politano e Insigne ai lati di uno scatenato Osimhen bravo a dare profondità alla squadra su tutto il fronte offensivo nonostante una marcatura asfissiante di Bremer. La prima svolta della gara al 26’ quando Insigne calcia malissimo un rigore assegnato per fallo di Kone su Di Lorenzo: saltello alla Jorginho, rasoiata telefonata e pallone preda facile di Milinkovic. La reazione dei granata nelle sortite di Bremer, Brekalo e Sanabria su cui Ospina si disimpegna da campione. Nel secondo tempo gli azzurri alzano ritmo e baricentro. Il gol arriva grazie ad un colpo di testa di Di Lorenzo sulla punizione calciata da Mario Rui. Il VAR annulla e cancella l’esultanza: fuorigioco. Entra Lozano al posto di Politano e colpisce subito il palo. Serata stregata. Spalletti lancia nella mischia Mertens ed Elmas. Dopo due occasioni fallite dallo scatenato Brekalo - ancora super Ospina - è Osimhen a far esplodere lo stadio con un colpo di testa imperioso a chiusura di un’azione creata da Mertens nello stretto e rifinita involontariamente da Elmas con un rimpallo fortunoso. A quel punto Spalletti richiama in panchina Lozano (che non gradisce e va dritto negli spogliatoi) e blinda il successo con Juan Jesus mettendosi quasi a specchio con un 5-3-2. Queste le pagelle di Areanapoli.it (solo tre insufficienze, ovvero a Zielinski, Insigne e Politano).
Ospina: 7,5. E’ ancora lui il titolare e risponde presente. Perfetto con il pallone tra i piedi prendendosi pure qualche rischio. Pochi interventi, ma quello su Brekalo nel secondo tempo, sullo 0-0, è un pezzo decisivo nel puzzle dei tre punti.
Di Lorenzo: 7. Una furia inarrestabile sia in difesa che in avanscoperta. Conquista il rigore (poi sbagliato da Insigne) e segna di testa, ma parte leggermente in fuorigioco.
Rrahmani: 7,5. Dopo Osimhen è il migliore in campo per applicazione, lucidità, concretezza e letture preventive che consentono alla squadra di osare di più. Imperioso, una prova davvero straordinaria.
Koulibaly: 6,5. Un errore su Singo, che per fortuna non produce effetti, poi si destreggia bene nel contenere Sanabria. L’arbitro lo ammonisce ingiustamente ma lui non si fa condizionare. Sbaglia un rigore in movimento su assist di Anguissa.
Mario Rui: 6,5. Singo è una spina nel fianco e gli capita di sanguinare, ma nel complesso non si sottrae mai nella lotta e nelle chiusure sui raddoppi avversari. E’ sua la pennellata per la testa di Di Lorenzo (gol purtroppo annullato per off-side).
Fabian Ruiz: 6. Si sapeva che il Torino avrebbe pressato altissimo: per lo spagnolo poco ossigeno per ragionare con calma. Qualche lancio lungo per Osimhen, poi prende le misure anche nei fraseggi avversari e risulta prezioso fino alla fine.
Anguissa: 6,5. Alterna marcature spigolose a giocate di grande qualità per allentare la pressione del Torino. A tratti è uno spettacolo. Ordinato, tatticamente disciplinato pur con qualche folata offensiva di troppo che gli fa perdere lucidità nei rientri. Nei minuti finali, in affanno, concede punizioni pericolose agli avversari.
Zielinski: 5. Nel primo tempo sembra spaesato, in alcune fasi è addirittura irritante per la sufficienza con cui gioca. E’ vero che viene marcato a uomo, ma non tenta nemmeno la giocata limitandosi al minimo sindacale e a passaggi precisi. Dal 71’ Elmas: 6. Ci mette anima, corre ovunque e spinge come un dannato. E’ suo l’assist involontario per Osimhen dopo un’azione insistita di Mertens. Si trova al posto giusto al momento giusto.
Politano: 5,5. Non riesce ad incidere come vorrebbe, ovvero alle buone intenzioni non corrispondono i risultati. Fa fatica a sfondare lateralmente. Dal 60' Lozano: 6. Si fa vedere subito con un diagonale che si stampa sul palo lontano a portiere battuto. Si perde un po’ quando c’è da coprire e dopo essersi perso Brekalo viene sostituito quando Spalletti capisce che era il momento di coprirsi per difendere il vantaggio. Dall’89’ Juan Jesus: sv. Serve per mettersi a 5 nei minuti finali.
Osimhen: 8. Bremer prova ad annullarlo e a tratti ci riesce, ma i cavalli di razza si vedono sul lungo e così la spunta Victor al termine di una prova pazzesca fatta di scatti, colpi incassati e dati e soprattutto generosa caparbietà da campione a tutto campo. Nel primo tempo trasforma una verticalizzazione improvvisa in una prova di forza con un tiro dalla distanza che sfiora l’incrocio: sarebbe stato il gol dell’anno. E’ lui a timbrare il cartellino arrampicandosi in cielo e a sciogliere, di testa, l’incantesimo di una partita che sembrava stregata. Come potremmo definirlo? Indefinibile.
Insigne: 5. Terzo rigore fallito in questa stagione. L’errore pesa come un macigno anche se i movimenti con e senza palla restano apprezzabili. Un altro errore da non credere sulla battuta di un calcio d’angolo con rischio di capovolgimento di fronte. Spalletti si accorge della fatica e cambia. Dal 70’ Mertens: 6,5. Da una sua percussione centrale fatta di tocchi nello stretto nasce l’azione del gol: scambi chirurgici al limite dell’area, varco creato a sinistra e conclusione, la difesa del Torino prova a liberare e una respinta finisce sulla schiena di Elmas che si trasforma in assist per la testa di Osimhen. Bentornato Ciro!
All. Spalletti: 7. Anzi 8. Come le vittorie consecutive. Vittoria pesante, sofferta. Tre punti che mettono ancora una volta in chiaro un aspetto: questo Napoli ha carattere da vendere, calma olimpica e tante idee minuto dopo minuto.








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