Napoli-Torino, pagelle: Di Lorenzo falco pellegrino, Mertens saetta poetica. Manolas, ccà nisciuno è Efesto!

In gol due difensori lanciati da due attaccanti. Gattuso conquista altri tre punti preziosi per tornare nelle posizioni di classifica che contano.
Il Napoli conquista altri tre punti e conferma l'inversione di tendenza anche al San Paolo. A farne le spese, questa volta, è il Torino di Moreno Longo che riesce a trovare un gol solo nei minuti finali quando ormai i giochi erano fatti sul 2-0. Prima Manolas su imbeccata di Insigne, poi, nella ripresa, Di Lorenzo su assist delizioso di Mertens: ovvero quando la miglior difesa è l'attacco. O meglio, quando i difensori diventano i primi attaccanti supportati dagli attaccanti di ruolo. Gattuso opta per un turnover moderato: Ospina confermato tra i pali, in difesa un solo cambio, vale a dire Hysaj per Mario Rui. A centrocampo Demme in panchina e dentro Lobotka in un ideale avvicendamento anche psicologico. In attacco, invece, spazio a Milik e Politano in luogo di Mertens e Callejon. Queste le pagelle di Areanapoli.it.
Ospina: 6. Si limita a qualche presa alta ed all’ormai collaudato palleggio da regista aggiunto. Si gode da posizione privilegiata una sfida intensa. Può poco sul gol del Torino a pochi minuti dalla fine.
Di Lorenzo: 7,5. Più gioca e più si conferma ad altissimi livelli. In tanti pensavano potesse riposare, ma Gattuso non ci pensa nemmeno: è il suo pilastro! Completa la performance con quasi 100 passaggi macinando km sulla fascia nei due versi. Un gol divorato dopo un’accelerazione impetuosa e un gol realizzato da falco pellegrino su assist delizioso di Mertens. Il giardiniere del San Paolo dovrà ridare vita all’erba bruciata da Giovanni.
Manolas: 7. E’ Efesto, il dio Fabbro, il dio del fuoco. Per i romani Vulcano, ma a Napoli è un’altra storia. Svetta da guerriero nell’azione del vantaggio girando in rete il traversone di Insigne. Belotti non si vede mai, Kostas lo va a prendere anche a campo aperto: meglio non rischiare perchè, appunto, ccà nisciuno è Efesto!
Maksimovic: 7. Non sbaglia un pallone in uscita, risulta impeccabile nel primo passaggio. Di testa le prende tutte ed anche a campo aperto mostra una invidiabile condizione: migliora anche la velocità. Affidabile, con Manolas grande intesa.
Hysaj: 6,5. Inizia con un buon passo e un discreto feeling con Insigne. Si perde in alcuni fraseggi, ma nel complesso si conferma solido e costante nelle due fasi.
Fabian: 6,5. Finalmente ha passo, ritmo e punti di riferimento. Non gira mai a vuoto e si alterna con Zielinski nelle pressioni centrali e nel giro palla con il raccordo di Lobotka. Gli è mancato solo il pezzo forte del repertorio, ovvero il tiro dalla distanza.
Lobotka: 6,5. Dopo l’esclusione in Champions torna titolare e mette in mostra voglia e qualità tecnica nel dettare il ritmo. Non ha ancora la forma migliore, ma quando l’azione è veloce si fa notare anche nel dribbling stretto e nei rapidi recuperi. Sfiora un gol da cineteca dopo aver saltato due avversari in area. Dal 79' Allan: sv. Dieci minuti finali per pressare e tenere il Torino lontano dall’area. A tratti bene, a tratti impreciso.
Zielinski: 6. Dopo la sontuosa prova con il Barcellona, sfodera una prova meno esplosiva ma molto diligente: bada più alla concretezza che allo stile. Fatica però a trovare soluzioni negli ultimi 20 metri. Gattuso gli chiede di non scoprirsi troppo e lui esegue alla lettera.
Politano: 6. Quando ha il pallone tra i piedi si ha la sensazione che possa sempre accadere qualcosa. Tuttavia non si ricordano momenti in cui ha inciso. Da costruire l’asse con Milik e con il mediano che deve coprirlo quando osa. Gli serve tempo per ambientarsi, è evidente. Dall'84' Elmas: sv. Conquista un fallo prezioso negli incandescenti minuti finali.
Milik: 6,5. Tanto, tantissimo lavoro sporco al servizio della squadra che non lo rifornisce a dovere anche quando potrebbe. Dal 74' Mertens: 6,5. La paura di uno stop forzato dopo il fallaccio di Busquets, c’era, ma Dries ha già recuperato. Dopo pochi minuti dall’ingresso in campo, scaglia una saetta poetica scrivendo sul pallone “basta spingere”: Di Lorenzo raccoglie la sfera ed esegue l’ordine.
Insigne: 6. Padronanza tecnica e personalità, ma quando si intestardisce nel voler fare tutto da solo diventa irritante. Come ripetiamo da anni ormai, se fosse la concretezza il suo primo obiettivo prima di dedicarsi allo spettacolo, parleremmo di un calciatore sontuoso. Spreca una ghiotta occasione a due passi da Sirigu e opta per il tiro a giro calibrando male i giri del pallone. Tuttavia è perfetto quando scodella al centro per la testa di Manolas e nei movimenti sincronici con Hsyaj e Zielinski.
Gattuso: 7. Una sola parola d’ordine: vincere! Ringhio ha trovato un assetto difensivo che dà garanzie ed un impianto mobile in mediana dove si inizia a vedere la sua impronta a prescindere dagli interpreti. Indovina la formazione iniziale e anche i cambi. Siamo solo all’inizio del suo progetto?








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