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Napoli sogna lo scudetto, ADL si diletta in cucina e un dubbio ci assale. C'è chi è contento


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Pubblicato nella sezione Campionato
Napoli sogna lo scudetto, ADL si diletta in cucina e un dubbio ci assale. C'è chi è contento

Il presidente crede allo scudetto? Il suo silenzio fa molto rumore. A De Laurentiis andrebbe fatta un'altra richiesta, non certo quella di lasciare la scena ad altri.


Napoli è una città millenaria con mille colori e mille facce. E quando Napoli diventa calcio, ne ha anche di più a seconda dei momenti. In questo periodo, però, se c’è una faccia sola è quella che contiene una sola mente, un solo cuore: ed è quella dei tifosi partenopei che credono ancora nello scudetto. Loro sì, senza dubbio alcuno. Ma anche la squadra ci crede nonostante l’affanno fisico degli ultimi tempi. La domanda da porsi, tuttavia, è: quell’altra faccia, quella del presidente De Laurentiis, allo scudetto crede davvero? Dovrebbe essere scontato dire sì, ma la sensazione (anzi, il dubbio atroce che si assale) è che ci sia distanza, quasi disillusione rispetto al calcio italico che continua a piacergli, ma con il quale non polemizza più come un tempo se non per questioni legate ai diritti tv et similia.


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Oggi al Vigorito di Benevento ennesime polemiche per un rigore generoso concesso alla Juventus. Ma nessuno, al momento, ha sentito qualche dirigente del Napoli protestare. De Laurentiis è a Los Angeles e si diletta tra i fornelli. Preferisce cucinare pasta con il tonno siciliano piuttosto che fantasie tricolori. Il suo silenzio fa rumore. Come fece rumore quando non disse una parola dopo Cagliari-Juve, ad esempio, ma anche Fiorentina-Juve e Lazio-Juve lo lasciarono indifferente. Indifferente o disincantato? E poi c’è l’altro silenzio, quello relativo al mercato. Dopo gli infortuni di Milik, attaccante, e Ghoulam, terzino, a gennaio è arrivato il solo Machach. Centrocampista. Verdi? Politano? Deulofeu? Non è arrivato nessuno. E le colpe sono state date anche a Sarri usando presunti dogmi tra turnover e tattica. Di De Laurentiis ricordiamo solo una frecciata a Marotta per giustificare il mancato arrivo di quel Politano che fu anche sminuito tra le righe: “Volevo buttare 20 milioni dalla finestra per un calciatore che non vale Verdi”. E puntualmente Politano ha fatto gol al Napoli. E’ già tanto il secondo posto conquistato da questi ragazzi guidati dal prode Sarri. Ma forse qualcuno sarà contento. Chi? Come chi? Coloro che parlarono di un De Laurentiis “ingombrante”, di un presidente che toglie la scena ai veri protagonisti, ovvero il tecnico e i calciatori. E in realtà non è questo il problema. A De Laurentiis andrebbe chiesto di formare una dirigenza di grande livello, di andare oltre la gestione familiare che poteva andar bene in fase di gavetta per pagare lo scotto del noviziato. Ora la sua creatura, grazie alla sua abilità, è nel novero dei migliori club d’Europa ed è stabilmente nei quartieri alti del calcio italiano e dunque meriterebbe professionisti di grande livello a guidare le attività. Fino a quando questa intenzione non ci sarà, un cero alla Madonna si può sempre accendere per chiedere un miracolo, ma la realtà frequenta chiese diverse.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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