Napoli-Roma, pagelle: Insigne e la parabola del seminatore, Mario Rui delizioso. Fiammata di Josč!

Ancora una prestazione sublime da parte del capitano Lorenzo Insigne che ormai, con Mario Rui, forma una coppia di grande qualitą e forza.
Al San Paolo vince il Napoli, battuta la Roma 2-1. Dopo la traversa di Milik nel primo tempo, il punteggio si sblocca nella ripresa quando Callejon raccoglie un cross di Mario Rui dalla sinistra tagliando l’area come lama incandescente nel burro e scaraventando il pallone alle spalle di Pau Lopez. La squadra di Gattuso poi si siede vistosamente e concede un contropiede autolesionista alla Roma: Mkhitaryan ha una prateria davanti a sè prima di calciare e firmare il pareggio. Ci pensa il capitano Lorenzo Insigne a chiudere la pratica "scrivendo" una parabola – simile a quella del seminatore (cercatela su google) - da bibbia del calcio: pallone all’incrocio dei pali, imparabile. Tre punti che consentono al Napoli per agganciare proprio la Roma al quinto posto: 48 punti per entrambe le squadre. I partenopei, però, hanno già in tasca la qualificazione alla prossima Europa League avendo vinto la Coppa Italia. Ecco la pagella di Areanapoli.it
Meret: 6. Una serata tutto sommato priva di sussulti. Blocca in sicurezza gli sporadici tiri dalla distanza, sempre attento nelle prese alte ed è preciso sul primo passaggio dalle retrovie. Può poco sul tiro di Mkhitaryan che incrocia bene calciando tutto solo dal limite dell’area.
Di Lorenzo: 5,5. La pausa forzata per l’emergenza Coronavirus non gli ha purtroppo fatto bene. Non ha ancora ritrovato lo smalto dei tempi migliori e Spinazzola ne approfitta con scorribande fluide completate dai cross. Anche in occasione del gol dei giallorossi, preferisce temporeggiare invece di togliere lo spazio a Mkhitaryan.
Manolas: 6. Fa a sportellate con Dzeko e smorza tiri pericolosi intercettando le traiettorie. Da rivedere l’impostazione dal basso: la lettura appare lenta. E’ appena rientrato dall’infortunio, non ha ancora la forma necessaria. Dal 63' Maksimovic: 6,5. Tra Koulibaly e Manolas il terzo gode, e il terzo è Nikola, vero centrale ormai indispensabile per dare equilibrio ad uno dei due compagni con cui fa coppia. Kostas e Kalidou sono simili e hanno bisogno della guida che garantisce il serbo. Dzeko non ne prende una e anche le regie difensive confermano il suo magic moment.
Koulibaly: 7, ma non del tutto pieno. Quasi vicino al top della condizione, sfodera chiusure perentorie e gioca tanti palloni con grande precisione a conferma della ritrovata fiducia in uscita. Il feeling con Manolas in alcuni ingranaggi è ancora tutto da costruire.
Mario Rui: 7,5. Il migliore in campo al pari di Insigne con il quale costruisce una catena mancina solida e scintillante tra aspetti difensivi e fiondate al centro: pesca Milik che di testa colpisce la traversa, pesca Callejon che trova il gol. Un trattatore di qualità e tra i leader della squadra.
Fabian Ruiz: 6,5. Anche contro la Roma non mancano errori sanguinosi in fase di palleggio, ma bilancia con un piglio deciso all’insegna del sacrificio. La sua qualità in manovra è preziosa, sfiora anche il gol con una bordata dalla distanza. Dall’85’ Elmas: sv. Pochi minuti per difendere il prezioso vantaggio.
Demme: 6. Rimedia un giallo al pronti via (diffidato, salterà la prossima partita), ma non sembra risentirne. Mette tante toppe sulle ripartenze giallorosse, aiuta i compagni con grande abnegazione, soprattutto nei raddoppi. Il caldo e l’ammonizione portano ad un calo e al cambio. Dal 70’ Lobotka: 6,5. Personalità nelle giocate anche più delicate e rischiose, ma riesce a far ripartire la squadra anche quando è pressata sulla trequarti difensiva. Il Napoli ha investito molto per averlo, e lui vuole ripagare la fiducia. Bravo anche a far scorrere le lancette nel finale.
Zielinski: 6,5. Con i suoi strappi in costante movimento, dà sempre appoggi ai compagni. Quando la Roma alza il baricentro, è lui ad allentare la pressione accelerando e lanciandosi nello spazio senza palla. Ancora una prova di maturità. Gli manca un po’ di precisione nella conclusione dalla distanza.
Callejon: 6,5. Un gol da rapace con un movimento degno dei tempi migliori: vola alle spalle dei difensori sul filo del fuorigioco e si avventa sul pallone con un falco sulla preda. Una rete che cancella i tanti errori fatti soprattutto nel primo tempo. La possibile fine della sua avventura a Napoli a fine stagione agonistica, in parte lo condiziona, è evidente. Non gradisce il cambio. Dal 70' Lozano: 6. Gattuso lo ha detto a fine partita: Hirving deve migliorare quando c’è da legare il gioco e partecipare alla manovra in orizzontale, ma in profondità e nei lanci è sempre pungente. E’ lui a scardinare la difesa giallorossa nella palla gol capitata sui piedi di Mertens (super parata di Pau Lopez).
Milik: 6. Stacca con tempismo perfetto su un cross di Mario Rui, la zuccata scheggia la parte bassa della traversa: che sfortuna! E’ l’unica vera fiammata di una prestazione avara di guizzi: non salta mai l’uomo e anche sul piano fisico non tiene botta nei duelli con i rocciosi difensori avversari. Dal 63' Mertens: 6,5. Approccio elettrico, preoccupa costantemente i centrali di Fonseca con fiammate improvvise. Solo un miracolo di Pau Lopez gli nega il gol: il diagonale era ben indirizzato.
Insigne: 7,5. E' un faro per la squadra, mette sul tappeto tutto il suo miglior repertorio tecnico con un grande orefice la merce migliore davanti al cliente. Imprendibile quando si inserisce tra le linee per creare scompiglio prima di dettare il passaggio ai compagni. Si sacrifica tantissimo in copertura in perfetta simbiosi con Mario Rui. Quando la partita sembrava avviata verso il pareggio, apre il compasso e la fantasia e fa volare il pallone come una parabola da bibbia del calcio. Il suo "tiraggiro" somiglia alla parabola del seminatore, di Gesù. Lorenzo sta seminando bene e sta raccogliendo i frutti grazie ad un atteggiamento rinnovato. Il terreno fertile gliel'ha offerto Gattuso.
Gattuso: 7,5. Parla costantemente di mentalità vincente. E lui sa cos'è per aver giocato in grandi squadre vincendo praticamente tutto, sia con il Milan che con la Nazionale. Pian piano sta costruendo le solide basi di un futuro che si annuncia denso di emozioni: sacrificio, identità, fame, umiltà. Contro la Roma non sono mancati errori gravi, ma la strada tracciata e quella giusta. I calciatori devono solo metabolizzare le vecchie conoscenze di gioco aggiungendo uno spirito nuovo. Anche Ancelotti è un vincente, ma probabilmente Gattuso ha la marcia in più della gioventù da tecnico che ha tutto da dimostrare.








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