Napoli, qualcuno gioca con il fuoco! Valore dei calciatori, Champions e immagine: può crollare tutto

Occorre ritrovare immediatamente compattezza tra le varie componenti: club, dirigenti, allenatore e calciatori. Il ridimensionamento è dietro l'angolo.
Il Napoli non ha alle spalle una multinazionale, ma una famiglia, quella di Aurelio De Laurentiis che, piaccia o meno, ha riportato la squadra nel calcio che conta dopo l'inferno della Serie C e anche della B. I tifosi non possono che essere soddisfatti nel rivedere la propria maglia in giro per i campi (che contano) di tutta Europa e in alta classifica in Serie A ormai da anni. Ora in panchina c'è Carlo Ancelotti (tra gli allenatori più vincenti di sempre), che dopo il secondo posto dello scorso anno ha dichiarato di voler provare a vincere. In Champions il Napoli è secondo nel girone dietro al Liverpool campione in carica, mentre è in campionato che la situazione non è delle migliori con un settimo posto che, al momento, vede gli azzurri a tre punti dalla zona Champions.
La situazione non è tutta rose e fiori, ma nemmeno va dipinta come l'inferno. Qualcuno sta giocando con il fuoco: il Napoli, dicevamo, alle spalle non ha una multinazionale (è il caso di ricordarlo sempre) e dunque vive di autogestione, il club si mantiene con le sue forze e anche una vittoria di una partita di Champions può fare la differenza (economica e non solo). E quindi è normale che il club chieda il massimo ai propri calciatori e, anche sbagliando, una decisione di mandare tutti in ritiro va rispettata. I calciatori facciano i calciatori rispettando contratti e soprattutto i tifosi. Non si scherza con il fuoco della passione: il rischio che il valore di molti calciatori (Koulibaly su tutti) possa crollare, è dietro l'angolo, il rischio di un club che perde credibilità verso sponsor e calciatori eventualmente da acquistare, pure. Il Napoli ci ha messo impegno, tanto, per tornare a livelli prestigiosi, non si può buttare tutto all'aria per gli interessi dei singoli. Si trovi una soluzione prima possibile anche perchè non approdare alla prossima Champions significherebbe per il Napoli perdere almeno 40 milioni. E se poi sarà necessario vendere qualche calciatore a cifre inferiori senza la possibilità di comprare, cosa resterebbe? Il rischio di un notevole ridimensionamento non va sottovalutato. Chi di dovere, meditasse. E bene!
Luca Cirillo








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