Napoli-Milan, pagelle: Osimhen unico guerriero, pioggia di 5. Brutta notizia per Spalletti

Insigne e Politano i peggiori del Napoli, ma anche il centrocampo non gira: Fabian e Zielinski spenti, Lobotka ipnotizzato. Koulibaly, errore grave.
Al Maradona passa il Milan: Napoli punito da un gol di Giroud, nessuna benedizione divina ha potuto o saputo correggere gli affanni dei padroni di casa. Vittoria pesantissima per i rossoneri che ora sono al comando della classifica di Serie A con due punti di vantaggio sull’Inter di Inzaghi (che ha sempre una partita da recuperare). Per Spalletti e soci quarta sconfitta casalinga. Ed è proprio a Fuorigrotta che i sogni di gloria dei partenopei si sono sgretolati. I punti di vantaggio sulle quinte, comunque, in relazione alla qualificazione Champions (vero obiettivo stagionale del club) restano tanti: ben 10 in più rispetto ad Atalanta e Roma. Nel vecchio San Paolo si è vista una partita a scacchi con i due tecnici che si sono disposti a specchio. Azzurri con Lobotka (non al massimo e poco pressato per fare il suo gioco) e Fabian Ruiz (appannato) in mediana, con Zielinski (pochi spunti) a cucire le trame offensive. Dopo un buon inizio durato una ventina di minuti, il calo dei padroni di casa, incapaci di palleggiare e di creare collegamenti con Osimhen – l’unico a lottare fino in fondo – è stato evidente ed inesorabile. Tranne una sortita del nigeriano e una girata di Rrahmani alta sulla traversa, nessun tiro nello specchio nei primi 45’ che si è chiuso sullo 0-0 con due cartellini gialli (Koulibaly e Rrahmani) e due rigori non concessi: uno per parte, anche se quello non dato al Napoli è sembrato molto più netto. Orsato ha scelto la “compensazione” e lo ha anche “rivendicato” apertamente.
Nel secondo tempo è venuta fuori la maggiore fisicità di Kessiè, bravo a blindare la coppia centrale Tonali-Bennacer. Leao, a tratti spettacolare ed incontenibile, è stato l’unico a divertire i tanti tifosi accorsi allo stadio, con fiammate e dribbling. L’episodio che ha fatto svoltare la partita sugli sviluppi di una punizione accordata per un fallo (leggero, anzi leggerissimo) di Insigne (che ha molto protestato). Orsato, che nel primo tempo ha arbitrato all’inglese lasciando giocare, nella ripresa ha cambiato “stile”. Bravo Calabria a calciare dal limite, il resto l’ha fatto l’esperienza di Giroud a cui è bastata la punta di un piede per raddrizzare la linea storta disegnata dal compagno: palla in buca d’angolo. Mazzata psicologica per il Napoli che ha reagito solo con le folate del sempre più isolato Victor: Maignan non ha faticato molto per controllare un suo tiro da posizione defilata.
Quindi i soliti cambi: Ounas, Elmas, Mertens, Anguissa e Lozano per tentare il tutto per tutto. Qualche scintilla si è vista, ma troppo poco per dare fuoco alla coda del Diavolo. Pioli ha risposto con Krunic, Rebic, Saelemaekers, Florenzi e Ibrahimovic. E alla fine brinda al successo, tutto sommato meritato. Le pagelle di Areanapoli.it
Ospina: 6,5. Si esalta sul colpo di testa di Messias con un guizzo felino, poi si distende sul diagonale di Bennacer. Infine vola sul tiro di Theo. Incolpevole sul gol di Giroud.
Di Lorenzo: 6-. Nei primi venti minuti chiude e riparte di gran carriera creando pericoli. Politano non vede un suo fulmineo inserimento. Con il passare dei minuti cala pure lui come tutta la squadra e si vedono errori in uscita e sofferenze in contenimento.
Rrahmani: 5,5. L’involuzione è evidente ormai da diverse partite. Gli manca brillantezza e capita così di rimediare un cartellino giallo del tutto evitabile. I movimenti giusti e le chiusure non mancano, tuttavia non ha il feeling dei tempi migliori con Koulibaly.
Koulibaly: 5,5. Quando indovina il tempo d’entrata è insormontabile. Anche in proiezione offensiva si fa vedere con scatti poderosi. Rischia in area con un intervento su Bennacer e poi si fa fregare da Giroud che si appoggia a lui per rientrare dal fuorigioco nell’azione del gol.
Mario Rui: 5,5. Non bellissimo da vedere il duello con Messias, chi gli procura più noie è Calabria. Vistoso calo nel secondo tempo, come tutti, ma non fa mancare profondità e ampiezza alla squadra.
Fabian Ruiz: 5. Impreciso, poco tonico e per nulla ispirato negli ultimi 30 metri. Nemmeno un tentativo per provare la conclusione dal limite. Dal 76' Mertens: 6. Difficile dargli un voto. Forse poteva entrare prima, dunque gli diamo quel che togliamo a Spalletti. Non dà riferimenti alla difesa rossonera e per un soffio non gli riesce l’imbucata in dribbling a due passi dal portiere.
Lobotka: 6. Nei primi venti minuti di studio gli riesce spesso la sua solita giocata, poi il Milan si abbassa presidiando senza forzare il pressing e gli fa perdere verve nel palleggio. E’ evidente, comunque, che non ha la condizione migliore. Dall'82' Lozano: sv. Inserisce le marce alte, ma forza anche conclusioni della distanza.
Politano: 4,5. Qualche buon affondo in velocità, ma tanti, troppi gli errori quando serve la giocata risolutiva. Chiude un brutto primo tempo con un calcio di punizione sparato alle stelle. Spalletti si arrabbia. Nella ripresa si intestardisce con giocate solitarie. Dal 67' Ounas: 6.5. Lui, come Mertens, meriterebbe maggior considerazione. Supera l’uomo, sfiora il gol e crea pericoli.
Zielinski 5-. Inizia anche bene con qualche break dei suoi facendo scomparire il pallone, poi si infrange come onda sugli scogli. E’ in affanno da diverse partite. Lascia Osimhen da solo. Dall’82’ Anguissa: sv. Il suo ingresso in campo non mette e non toglie nulla. Sostituzione quasi inutile.
Insigne: 4,5. Calabria e Messias lo ingabbiano e lui difficilmente si libera dalla morsa. Manca la sostanza al di là del solito contributo difensivo. Nel secondo tempo fa falli inutili, soprattutto quello dal quale nasce l’azione del vantaggio rossonero. Dal 67' Elmas: 5,5. Non gli si può chiedere sempre di fare il numero ad effetto, tuttavia è più efficace del capitano nei duelli fisici.
Osimhen: 6,5 come voto complessivo, 7 come atteggiamento perché è l’unico che davvero lotta come un leone nonostante sia quasi sempre da solo contro i due centrali di Pioli. Spesso lanciato, viene lasciato al suo destino. Conquista anche un rigore dopo un contatto con Tomori, ma per il duo Orsato-Valeri non c’è nulla. Incredibile. Rimedia un cartellino perché non sopporta la scena teatrale di Theo Hernandez che simula il dolore, e lo tira su, di peso.
Spalletti: 5. Sconfitta pesante per il Napoli in questa volata scudetto. Buoni i primi venti minuti, poi Pioli legge bene la partita ed evita il pressing altissimo impedendo a Lobotka di esaltarsi. Al di là dell'episodio da rigore su Osimhen, i partenopei hanno fatto poco per vincere la partita contro un Milan di buon livello, ma nulla di "eccezziunale veramente" come ora scrivono i giornali del nord. Preoccupa la forma fisica ormai da qualche giornata, così come la gestione dei cambi: Mertens e Lozano dentro troppo tardi, e poi Anguissa, questo Anguissa, che senso ha nei minuti finali? La brutta notizia riguarda il Maradona: altro che fortezza, sono ben 4 le sconfitte in casa, ovvero con Atalanta, Empoli, Spezia e Milan. Appena 26 i punti conquistati a Fuorigrotta.








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