Napoli-Milan, pagelle: Ibrahimovic usa i superpoteri (più il gomito) e demolisce Gattuso

Da dimenticare le prove di Meret e Di Lorenzo, Insigne corre tanto ma non si accende mai. Koulibaly altalenante.
San Paolo ancora “ostile” per il Napoli, terza sconfitta consecutiva in casa per la squadra di Gennaro Gattuso: non accadeva dai tempi di Walter Mazzarri (dicembre 2012). A Fuorigrotta passa il Milan con una doppietta di Ibrahimovic, fuoriclasse senza età, bravo di testa, di coscia e - tra le due giocate - anche di gomito (superbo il colpo dato a Koulibaly in pieno volto, ma Valeri e il Var erano distratti oppure lo hanno volutamente perdonato: una a piacere, scegliete voi, fa lo stesso). Illude, sullo 0-2, il gol di Mertens. Nel finale Hauge chiude i giochi e la partita sull’1-3 sfruttando l’ennesima cavolata dei partenopei, apparsi confusionari e spreconi per tutto l’arco della gara. C’è tanto di Gattuso in questo scivolone: insistere sul 4-2-3-1, pur con tante assenze, e non cambiare a partita in corso, è un chiaro sintomo di integralismo. A fine gara il solito discorso sull’approccio e sul veleno mancante, ma il punto è che i giocatori vanno messi in condizione di dare il meglio prima di gettare eventualmente la croce addosso anche a loro con il disco più gettonato. Rino li manda a fare la doccia – e fa bene - quando non si impegnano in settimana, dunque - se tanto ci dà tanto - non è solo questione di applicazione. Insistere su Fabian Ruiz accanto a Bakayoko in una mediana a due (anche se sai che in campo ci andrà Meret), ad esempio, è come limitare il suo bagaglio tecnico. La “lezione Ancelotti” non è bastata? Vanno bene, benissimo, gli esperimenti, ma l’obiettivo è far vincere il Napoli al di là di “giocare bene” a tutti i costi o sentirsi una grande squadra in pectore. Qui di seguito le pagelle di Areanapoli.it.
Meret: 4,5. Un senso di precarietà per tutta la partita sia tra i pali sia con il pallone tra i piedi. Il pressing del Milan gli crea apprensione nel disimpegno quando i compagni lo cercano. Sui tre gol non ha eccessive colpe, ma sembra comunque imbambolato e friddo ‘e chiammata. Serata da dimenticare in fretta, da un portiere che ha il potenziale del fuoriclasse come Alex ci si aspetta un minimo di legittima sicumera, di baldanza. Quella che serve per dare sicurezza al reparto.
Di Lorenzo: 4,5. Perde una quantità industriale di palloni favorendo i break micidiali del Milan. Ma non solo: sullo 0-1 colpisce la traversa da posizione favorevolissima. Evidentemente stanco per gli impegni con la Nazionale.
Manolas: 5. Il Milan l’aveva preparata proprio così: pressing su tutti meno che sul difensore greco il quale riceve palla, non essendo Albiol sul piano tecnico, va in difficoltà nell’impostare il gioco. Le buone chiusure non mancano, ma nel complesso è una serata storta anche per lui.
Koulibaly: 5. Il 39enne Ibrahimovic brucia l’erba e svetta come un ragazzino, di testa, nell’azione dello 0-1: Kalidou è sotto di lui ad ammirarlo come un bambino che vede volare per la prima volta un aereo. Lo stesso Zlatan gli rifila una gomitata da cartellino rosso e lui nemmeno protesta (un po’ sangue in corpo c’è o no?). E così, pochi minuti dopo, Ibra colpisce ancora beffando lui e Mario Rui, oltre che l’arbitro e la lealtà sportiva. Anzi no, all’arbitro e al VAR no, non li ha beffati, loro si beffano da soli.
Mario Rui: 5. Ibrahimovic lo sovrasta sul secondo palo nell’azione del raddoppio mentre il portoghese prova una generosa spaccata in allungo. In avanscoperta ci mette il pepe, la personalità e la tecnica. Sforna lui l’assist per Mertens. Male no, ma nemmeno benissimo.
Fabian: 5. Meret e Manolas fanno una fatica tremenda con il pallone tra i piedi e dunque deve arretrare lui il raggio d’azione per dare uno scarico tecnico alla squadra. Risulta comunque lento e non adatto a fare il metodista. Il meglio di sé lo dà negli ultimi 30 metri. Dall'89' Elmas sv.
Bakayoko: 5,5. Valeri arriva dove non era arrivata la febbre in settimana: prima tira fuori dal cilindro una ammonizione da prestigiatore per il francese, reo – udite udite – di non aver controllato l’inerzia naturale del movimento del piede dopo un normale passaggio mentre Kessiè provava a pressarlo rimediando un “calcetto” del tutto involontario, poi sorvola sulla gomitata tremenda, in pieno volto, di Ibra a Koulibaly, poi estrae il secondo evitabile giallo a Bakayoko per un normale fallo su Theo Hernandez (contatto tra l’altro non violento). Fino a quel momento aveva dato consistenza alla mediana, ma non può fare tutto da solo.
Politano: 6,5. Brillante in velocità e in dribbling, sfortunato in alcune conclusioni deviate. Spende tanto, si sacrifica molto, poi cala con il passare dei minuti. Dal 69' Petagna: 6. Calcia su Donnarumma da posizione favorevole. Occasione ghiotta, ma l’assistente di linea alza la bandierina. In caso di gol sarebbe servito il righello per valutare i millimetri. Ha sul sinistro un’altra palla gol, ma non riesce ad angolare come vorrebbe e Donnarumma para agevolmente. Ci prova, dà profondità al Napoli e sostanza nei ripiegamenti.
Mertens: 6. In alcuni momenti sembra un lontano ricordo di se stesso, soprattutto in area di rigore. Nel primo tempo, però, è lui a sfiorare il gol del pareggio: Donnarumma si supera con un tuffo prodigioso. Nella ripresa è Dries a trovare il gol dell’1-2 che riaccende le speranze. Qualcosa, comunque, non va.
Insigne: 5,5. Un moto perpetuo con e senza palla. Paga la generosità a tutto campo negli ultimi 20 metri dove non trova soluzioni e varchi. Dopo il rosso a Bakayoko il Napoli si appoggia a sinistra ed il feeling tra Lorenzo e Mario Rui è discreto. Paga anche lui i tanti impegni con la Nazionale.
Lozano: 5,5. Alcune folate a destra per creare la superiorità numerica non trovano sbocchi nei compagni di reparto. Quando si accentra perde smalto e precisione. Dal 56' Zielinski: 5,5. Si vede che non ha ancora benzina nelle gambe e lucidità nelle idee. A volte dà la sensazione di girare a vuoto, ma non è solo colpa sua.
Gattuso: 5. Nonostante le importanti assenze (Osimhen, Hysaj, Ospina), gli impegni dei tanti nazionali e la febbre alta di Bakayoko in settimana che lo ha limitato molto negli allenamenti, insiste sul 4-2-3-1. Il progetto tattico di Rino è interessante, ma all'occorrenza serve il piano B collaudato, soprattutto serve una lettura in corso d'opera, altrimenti è integralismo. Bakayoko lasciato praticamente da solo a spaccare la legna, Fabian Ruiz costretto ad abbassarsi per aiutare l'uscita dall'area propria più che favorire l'entrata in quella avversaria, e poi la sensazione che uno tra Lozano e Politano fosse di troppo. Tre sconfitte consecutive in casa tra campionato ed Europa League impongono una riflessione ed un cambio di rotta immediato.








Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
