Napoli-Milan, pagelle: Hamsik spento, Higuain in affanno. Jorginho e Koulibaly super, sfortuna Mertens

Napoli aggressivo e voglioso di tornare al comando della classifica, ma...
Reina: 5,5. Una sfortunata deviazione, Bonaventura si ritrova tutto solo a pochi passi da lui: conclusione forte e decisa, lo spagnolo fa quel che può. Difficile dire se si poteva fare di più. Mai impegnato, nella finale neutralizza una conclusione di Honda dal limite.
Hysaj: 6,5. In continuo affondo, va su e giù per la fascia senza mai fermarsi un istante. Tanti i duelli dai quali esce vincitore, poche sofferenze laterali.
Albiol: 6,5. Si lascia sfuggire Niang in una sola circostanza, poi blinda la difesa alzando un muro insormontabile. Preciso nei tocchi ad avviare l'azione per vie centrali.
Koulibaly: 7. Insormontabile, invalicabile, i milanisti al suo cospetto perdono ogni speranza di spuntarla. Palla al piede ha un incedere sontuoso, nei recuperi è una valanga impetuosa. Peccato per l'improvvida deviazione che finisce sui piedi di Bonaventura: ma sarebbe ingeneroso punirlo.
Ghoulam: 6. Sgroppate senza sosta sui due fronti, attento in contenimento, vivace in avanscoperta. Tanti i palloni scodellati al centro, che però trovano poca fortuna. Diligente nelle diagonali, intercetta molti fraseggi rossoneri.
Allan: 5,5. Il meno ispirato della mediana, mai pericoloso nelle incursioni senza palla. Il Milan bada soprattutto a non prenderle, al centro tanta lotta e poco gioco. (Dal 79' Gabbiadini sv. I minuti da giocare sono pochi come i palloni sui quali poter mettere la firma. Si accende e si spegne senza rotta).
Jorginho: 7. Leader e riferimento indiscusso in mediana: canta e porta la croce. Una gara di personalità, intuito e grinta. Peccato che gli interni non siano in grande vena per leggere le sue geometrie.
Hamsik: 5,5. Più passano i minuti più sembra appannato e stanco. Tanti, troppi i palloni giocati male, non pervenute le imbucate centrali illuminanti. Da lui ci si aspetta ben altro al di là degli appoggi e degli scarichi semplici a far scivolare i cursori laterali. Se gli avversari non concedono spazio, bisogna inventarsi qualcosa.
Callejon: 6. Il solito sacrificio tattico a tutto campo, è l'ago dell'equilibrio. Sputa sangue in ogni contesa, ma si fa trovare impreparato nell'azione del pareggio rossonero: difficile leggere comunque la deviazione di Koulibaly. (Dal 63' Mertens 6. Si impossessa del pallone per calciare una punizione dal limite, ma non ha il piede caldo. Colpisce un palo e prova a creare panico. Tuttavia è egoista in alcune scelte)
Higuain: 5,5. Due notevoli rifiniture per i compagni che non sfruttano il suo intuito. Avrebbe bisogno di un Gonzalo, di un suo gemello alle sue spalle. Zapata è un francobollo sulla sua schiena: prova ad uscire dalla morsa del catenaccio rossonero, ma non incide. In leggero affanno fisico e troppo irritabile.
Insigne: 6. Al di là del gol che trova con la complicità di una netta deviazione che sorprende Donnarumma, non ha nei piedi il guizzo vincente dei momenti migliori. Quando ci si aspetta di vederlo calciare una punizione interessante, dal limite, lascia la battuta a Mertens. (Dall'88 El Kaddouri: sv. Una buona palla sui piedi allo scadere, la calcia centrale e senza forza. E non è la prima volta)
Sarri: 6. Napoli aggressivo e voglioso di tornare al comando della classifica, ma Mihajlovic alza un muro che gli azzurri riescono a forare grazie ad un pizzico di fortuna. Rossoneri sulla falsariga di Carpi, Juventus e Roma: gioco provinciale all'insegna del "prima non prendiamole". Il tecnico toscano deve trovare quelle varianti che ancora non ci sono. E i cambi di stasera sono lo specchio di un leggero disordine quando bisogna sorprendere gli avversari.








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