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Napoli, le certezze si sgretolano. Quattro considerazioni sul Mazzarri-pensiero


Gerardo Ruggiero,
Pubblicato nella sezione Campionato
Napoli, le certezze si sgretolano. Quattro considerazioni sul Mazzarri-pensiero

Il momento-NO del Napoli, tifosi delusi dal mercato, dichiarazioni di Mazzarri... Svanita la grande squadra, con 2 titolari per ruolo?


Dopo una sconfitta o un "pareggio beffa" come quello di ieri, tutti aspettano la prossima gara come quella della svolta... Lo pensano i tifosi, lo pensano allenatori e giocatori. E' normale. Chi cade vuole subito rialzarsi e invertire la rotta. E la partita successiva offre subito questa opportunità. Succede anche al Napoli? La risposta dovrebbe essere ovvia, ma per il Napoli attuale alcune considerazioni fanno temere che la partita "successiva" debba, o possa, riservare scenari diversi dal normale. Insomma, l'impressione è che Napoli-Dnipro sia veramente la "partita della svolta", ma forse solo per aprire scenari impensati solo qualche settimana fa. Perchè? Ecco le considerazioni.


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1) Fino all'incontro con la Juve il Napoli ha vinto, pur non convincendo sempre (vedi la vittoria con la Fiorentina): ma era in testa alla classifica e faceva della convinzione e della determinazione le sue armi da combattimento. La sconfitta con la Juve a Torino, in fondo immeritata, ha mandato in depressione gli azzurri e, soprattutto, il loro Mister, che ha dichiarato subito la "resa" annunciando un anno sabbatico... Una mossa, quella di Mazzarri, tanto inaspettata quanto fuoriluogo per la maggior parte degli osservatori.


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2) Sempre da quell'infausta gara allo Juventus Stadium il Napoli, a sentire il suo allenatore, non è squadra da scudetto ma punta solo a migliorarsi sempre, ragionando di partita in partita... il refrain "stile Mazzarri" che hanno imparato un pò tutti... Sono rimasti malissimo gli opinionisti sparsi tra TV e giornali, di carta e on line, perchè sono stati repentinamente ed inopinatamente smentiti nelle loro previsioni sul Napoli: una squadra da scudetto. E' la seconda mossa a sorpresa di Walter Mazzarri.

3) Le gare contro Atalanta e Torino sono la fotografia di questa strana "mutazione" del Napoli: forte e consapevole dei propri mezzi a Bergamo, dove ha ampiamente dominato ma è stato immeritatamente sconfitto; impaurito e poco determinato col Torino, squadra ordinata, abbastanza compatta ma nulla di più, arrivata fortunosamente al pareggio per un errato retropassaggio di Aronica, coinvolto nella paura generale di quasi tutti i suoi compagni. Escludo Cavani, che non conosce paura, Insigne, che è entrato in campo per giocare (due lampi nell'uggioso pomeriggio del San Paolo, un lancio in rovesciata per Hamsik e un assist stupendo sempre per lo slovacco, che manca il 2-0) ma non è stato coadiuvato; infine Hamsik, che ha tentato di tenere su la barca fino all'ultimo: e non mi si dica del gol fallito... Lui era lì e lo ha sfiorato, altro che paura! Le dichiarazioni della vigilia di Mazzarri potrebbero aver condizionato gli uomini in campo: "domani conta il risultato, non il gioco...". Beh, i ragazzi lo hanno accontentato! E' la terza mossa di Mazzarri, ancora una volta inaspettata se non frutto della sua capacità, che avrebbe dello straordinario, di capire che "l'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare", come avrebbe detto il grande Gino Bartali.

4) L'ampio turnover in Europa League ha consentito, sin qui, l'impiego di soli 13 giocatori in campionato, eppure dopo il big match con la Juve, anzi proprio da quella stessa partita, il Napoli sembra un'altra squadra. E non può essere l'assenza di De Laurentiis proprio da quella partita la causa di una imprevedibile metamorfosi... Le dichiarazioni di Mazzarri nei vari dopo-partita evocano un "dèjà vu" sulle seconde linee, non all'altezza dei "titolarissimi" che, a dire dello stesso Mazzarri, era un termine ormai superato, perchè tutti erano potenzialmente titolari, due per ruolo... Invece, alla prima sconfitta, ritorna la differenza, e pure sostanziale: si avvalorerebbe, in chiave calciomercato, "l'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare".

Di chi la colpa? Di Mazzarri? Di De Laurentiis e Bigon? Dopo 11 giornate di campionato e 3 di Coppa siamo già al resoconto finale? Ha fatto bene, Mazzarri, a lanciare il sasso nello stagno? Ovvero, con le sue esternazioni, Mazzarri ha inteso lanciarlo questo sasso, o è veramente sotto stress?

Intanto, oggi il tecnico livornese ha effettuato accertamenti sanitari a Mercogliano (la notizia è arrivata mentre scrivo...) e questo, ove ce ne fosse bisogno, conferma la sua onestà intellettuale, non avendo mai nascosto di voler pensare un pò anche alla salute, che resta la cosa più importante... Ricordo di avergli sentito dire anche che sarebbe il caso di smettere di fumare... ed è quanto dire! E sarebbe una saggia decisione, innanzi tutto per la sua salute. Che abbia accumulato stress, dovuto principalmente al suo carattere "adrenalinico", è possibilissimo. Ma è un "ragazzo" coriaceo, forte nel fisico e nella mente, perciò credo, oltre che ad augurarmelo di vero cuore, che gli accertamenti lo tranquillizzino. Mi viene in mente quando, ragazzino, in piena estate, mi prendeva un copioso raffreddore; mamma mi diceva: "...a mare è venuto e a mare se ne va; fatti il bagno!"

Caro Walter, il calcio e l'ambiente Le ha provocato questo "raffreddore" e qui Le passerà... anche affrontando il tema in discussione febbrile tra i tifosi in questi giorni, e cioè se ci sia proprio tutto da rifare.

La squadra sembra "contagiata" dalle malcelate valutazioni sulla sua competitività, e non solo sulle seconde linee... Pandev è appannato come i vetri di un'auto coi finestrini chiusi sotto un temporale; Maggio sembra non ricordare più di non essere un terzino ma un TAV prestato al calcio; Dossena pare non si convinca che solo una condizione fisica eccellente può consentirgli di salire a sinistra per fare quei cross "velenosi" (come amano definirli i telecronisti TV della nouvelle vague) che fan parte del modulo mazzarriano; Aronica dovrebbe dedicare più tempo ad allenarsi a calciare col destro (ieri quella palla all'indietro è frutto della sua totale mancanza di fiducia in uno dei suoi piedi..., quella palla al 91' poteva essere spedita in avanti, di destro, a pescare Cavani o Insigne...); Dzemaili dovrebbe avere l'umiltà, una volta in campo, di collaborare con i compagni piuttosto che tentare di spaccare il mondo da solo; De Sanctis dovrebbe mantenersi più calmo e trasmettere tranquillità ai suoi difensori... (anche Morgan dovrebbe allenarsi un pò da difensore, coi piedi, magari insieme ad Aronica...).

Mi accorgo di aver parlato di titolarissimi, ma mi fermo per non diventare uno dei tanti pseudo-allenatori che dà consigli a chi non ne ha bisogno. Torno, invece, a parlare di quel "contagio" trasmesso, sia pure involontariamente, ai calciatori dalle dichiarazioni del Mister dopo la sconfitta con la Juve. Non so chi altri della panchina ne abbia risentito, ma un fatto è certo: mettere in discussione l'intera rosa a questo punto della stagione è stato un madornale errore. Il Napoli ha dimostrato di essere una una grande squadra, creata da Mazzarri con i giocatori messi a disposizione dalla società, e della quale il tecnico è l'espressione più genuina. Se Mazzarri ha pensato di difenderla con le sue recenti dichiarazioni, forse ha sortito l'effetto contrario... In fondo sempre ragazzi sono ed è facile perdere autostima al primo insuccesso. Nel corso di una stagione arriva sempre un periodo opaco: al Napoli è arrivato, forse un pò troppo presto, ma passerà altrettanto in fretta se tutti continueranno a crederci, se manterranno alta l'autostima, se si convinceranno che anche i "rinforzi" di gennaio possono, sì, migliorare una rosa, ma non rendere grande una squadra che non lo sia già: e il Napoli lo è... Ha l'opportunità di dimostrarlo, innanzi tutto a se stesso, già nella sfida col Dnipro, la possibile partita della svolta. Smentire, se c'è chi l'ha pensato, che "l'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare". Intanto, auguri a Walter Mazzarri.


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