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Napoli-Juve, rinviata: il punto di Colangelo


Michele Colangelo,
Pubblicato nella sezione Campionato
Napoli-Juve, rinviata: il punto di Colangelo
Immagine generata da intelligenza artificiale per AreaNapoli.it a scopo illustrativo

Il giornalista ed inviato sportivo di Canale 9, Michele Colangelo, commenta la decisione di rinviare la gara Napoli-Juve nel suo editoriale per AreaNapoli.it.


Non si gioca. E allora? Mica s' è detto: non si respira, non si mangia, non si beve, non si esce di casa. Si è deciso solo di non giocare a calcio, per di più per tutelare la sicurezza dei cittadini. Eppure, nell'Italia di oggi, nemmeno il buon senso sembra avere più importanza, nemmeno i 6 morti di Genova o quella di Domenico Conte, il 64enne di Pozzuoli schiacciato da un albero mentre era in auto, nemmeno il rischio di intrappolare 50 mila persone nell'acquitrino di Fuorigrotta, dove ieri fino alle 8 ha continuato a piovere. Poi ha smesso, certo, ma a disposizione del prefetto De Martino, e dei componenti del comitato di pubblica sicurezza che ieri alle 12,30 ha deciso il rinvio di Napoli-Juventus, non hanno ancora messo la sfera di cristallo. Bisognava assumersi la responsabilità di decidere per il bene dei cittadini e così è stato fatto, nel nome del buon senso. Evidentemente quest'ultimo è un concetto sconosciuto all'ambiente juventino, subito pronto ad insinuare presunti "lati oscuri" nella decisione del rinvio, nella quale "né la società Juventus né la Lega Calcio sono stati coinvolti". Ma da quando Juventus e Lega hanno l'autorità di mettere bocca sulle decisioni delle amministrazioni pubbliche, da quando possono pregiudicare la sicurezza dei cittadini, da quando si interessano ai problemi di viabilità generati dal maltempo che solo chi vive a Napoli conosce. No no, bisognava giocare perché i bianconeri erano in un ottimo stato di forma. Addirittura la società Juventus ha presentato un dossier fotografico del San Paolo per dimostrare che non era impraticabile, dimenticandosi però che il vero problema non era l'impianto di Fuorigrotta ma il come arrivarci nel caso in cui fosse ricominciato a piovere. Così non è stato, ma col senno di poi è tutto più facile.


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Ora si litigherà con le date del recupero perché la Juventus , che non ha impegni infrasettimanali, vorrebbe giocare il 29 novembre, cioè quando gli azzurri saranno reduci da tre partite in 8 giorni contro Lazio e Manchester City in casa e Atalanta in trasferta. Il Napoli invece vorrebbe si giocasse mercoledì 15 dicembre, ma la Juve non è d'accordo perché è reduce dalla trasferta all'Olimpico contro la Roma. Alla fine deciderà la Lega, si spera, nel nome del buon senso, lo stesso che ha ispirato la decisione del rinvio di Napoli-Juve. Chi non l'ha capito evidentemente fa acqua da tutte le parti.


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