Napoli-Juve dalla A alla Z: Salvini e il pericoloso scherzo di Lorenzo. Vade retro Gomorra!

Q ua la mano. De Laurentiis apre a Higuain. Ma l'argentino ce l'ha fratturata e allora chiude il match con i piedi. Poi perde la partita da solo, sul piano umano è l'unico sconfitto.
A tteggiamento del Napoli da rivedere. In alcuni casi servono più calcoli. Bello ed encomiabile provare sempre a giocare a viso aperto per vincere, ma a conti fatti anche un pareggio sarebbe stato oro. Soprattutto perché catenaccio e contropiede della Juve non lo quotavano nemmeno.
B loccati: Albiol, Jorginho e Mertens, l’asse verticale partenopeo spento e senza idee.
C alendario: Juve-Inter, Napoli-Fiorentina. In testa tanti intrecci, lotta al titolo apertissima.
D eja vù, Insigne che sbaglia su quella mattonella, il contropiede della Juve che parte, il gol del Pipita. Mertens che sbaglia su quella mattonella (allo Stadium), il contropiede della Juve che parte, il gol di Zaza.
E sagerato Reina: due interventi da fuoriclasse, peccato non siano serviti a strappare nemmeno un pareggio.
F erito, ma non è morto. La squadra di Sarri dimostri di essere un leone. Il club faccia altrettanto a gennaio sul mercato.
G omorra, il Napoli che si presta alla pubblicità proprio nei giorni del big-match. Più calcio e meno spettacolo. C’era Napoli-Juve, chissenefrega di quella Serie.
H ey Marek, se ci sei batti un colpo!
I nfreddoliti: Rog, Diawara, Zielinski ecc. ecc. fermi in panchina ad osservare. Al di là delle varianti tattiche, cambiare si può anche ad inizio partita invertendo titolari e panchinari, cambi compresi in corso d’opera.
L orenzo non fare scherzi! Insigne a rischio pubalgia, deve riposare.
M astino Dybala, l’argentino ha marcato ferocemente Jorginho. Polivalente, all’italiana… altro che Messi.
N on chiamatelo catenaccio: era una porta blindata scorrevole in apertura. Nemmeno il Paron Rocco avrebbe osato tanto. Ma del resto, cosa doveva fare la Juve di Allegri?
O ssigeno che manca a calciatori chiave come Callejon e Mario Rui (soprattutto ora che Ghoulam manca).
P igiama inguardabile. Lasciamo perdere la bravura dei responsabili dello sponsor tecnico, ma per sfidare la Juve al San Paolo, l’unico colore da indossare è l’azzurro. Stop!
Q ua la mano. De Laurentiis apre a Higuain. Ma l’argentino ce l’ha fratturata e allora chiude il match con i piedi. Poi perde la partita da solo, sul piano umano è l’unico sconfitto.
“R onaldo non è Ounas”. Ah se non l’avesse detto Sarri, non ce ne saremmo mai accorti. Mister, non sia ingeneroso.
S alvini nel ritiro del Napoli a poche ore dalla partita tanto attesa. Imperdonabile, come la lettera G.
T roppa convinzione: nei giorni precedenti al match si respirava eccessiva sicurezza tra tifosi e addetti ai lavori. Che sia dà lezione, scaramanzia compresa.
U omini contati. Sarri per la prima volta parla di rosa corta. Non lo sapeva prima? Qualche volta sbaglia anche lui.
V ade retro paranoia. La sconfitta brucia, ma la Juve è ancora un punto dietro. Un occhio all’Inter, un occhio alla lettera C.
Z ero, come i gol del Napoli contro Inter e Juventus. E anche Chievo. Campanello d’allarme: trovare rimedi tattici subito al cospetto delle barricate.








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