Napoli-Inter, quando vincere è bello se rispetti le regole: che senso ha barare?
Siamo al cospetto di diversi episodi che generano retropensieri: la partita del Maradona è preceduta da polemiche e veleni. Un male per il calcio italiano.

C'è indignazione per il caso Lautaro: l'attaccante argentino ha bestemmiato, ora non c'è alcun dubbio. Dopo il triplice fischio di Juventus-Inter, il calciatore ha preso male la sconfitta e si è lasciato andare ad espressioni blasfeme che, da regolamento, portano alla squalifica.
E invece l'audio è sparito. Nel frattempo il bomber nerazzurro ha negato tutto ed ha anche giurato di non aver mai detto certe cose, anzi, si è detto indignato perché lui è uomo di valori e sani principi che insegna anche ai figli. E così, in mancanza di prove e di un audio in grado di inchiodare il giocatore all'evidenza, ha giocato contro il Genoa. Ed ha pure segnato il gol della vittoria. Poi improvvisamente, dopo la denuncia di una associazione di juventini, è spuntato fuori l'audio come per magia.
Incredibile, ma vero. Siamo in Italia, nel paesucolo dove vige la teoria delle finestre rotte più che altrove, dove ormai non ci stupiamo di nulla. E così si è scoperto quel che già si sapeva: Lautaro ha bestemmiato, e come se ha bestemmiato. Dite che la regola è ridicola? Certo, ma c'è e va applicata. Il calciatore Ferrari della Sampdoria è stato squalificato per una giornata per aver bestemmiato. Al di là della vergognosa figura che ha fatto Lautaro, che aveva giurato di non aver detto quelle cose, resta il fatto che in questo modo si falsano i campionati e soprattutto si riscrivono i regolamenti. Che senso ha barare? Che senso ha vincere senza rispettare le regole? La speranza di tutti è che l'arbitro di Napoli-Inter, Doveri, non si renda protagonista in nessun senso. E non è qui il caso di ricordare il fallo da ammonizione di Mkhitaryan, che era diffidato e che al Maradona non doveva mettere piede.








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