Napoli in loop, il mistero che ritorna e le colpe del club

Da Mazzarri a Benitez, da Sarri ad Ancelotti e Gattuso ed ora Spalletti: ogni volta è sempre - o quasi - la stessa identica storia.
Qual è la differenza tra una grande squadra ed una squadra che sa essere grande solo a metà? Troppo facile dire la profondità della rosa, un club ricco, il DNA da vincenti. In mezzo ci sono casi come quello del Napoli, capace di essere forte, di dare la sensazione di aver fatto il salto di qualità, e poi di cadere improvvisamente, come in un loop in cui si ripetono sempre le stesse cose, ogni anno. La domanda è semplice: serve una grande squadra per battere Empoli e Spezia in casa? La risposta dovrebbe essere altrettanto semplice: no, anche un'ottima squadra è in grado di riuscirci vista la discreta (ma non troppo) caratura degli avversari. E invece il Napoli è un caso da studiare perché è capace di fare risultati da grande squadra, come ad esempio battere il Milan a San Siro, e poi di cadere rovinosamente contro formazioni tutto sommato modeste.
E' accaduto troppe volte in questi anni, allenatore dopo allenatore, da Mazzarri a Benitez, da Sarri ad Ancelotti fino a Gattuso e ora Spalletti. Non può essere un caso. Quest'anno, con l'arrivo del tecnico di Certaldo, tutto lasciava pensare che qualcosa di diverso potesse essere scattato nella testa dei calciatori, e invece dopo 11 partite vinte e una pareggiata, qualcosa ha iniziato ad incepparsi contro il Verona in casa. Da quel pareggio 8 punti in 8 partite, tre delle quali perse in casa. Tanti gli infortuni, non va dimenticato, ma è quasi impossibile trovare alibi guardando le rose degli avversari. Qual è il vero Napoli? Perché questa squadra si spegne nei momenti clou? Forse una risposta è nell'atteggiamento del club il cui unico obiettivo è quello di qualificarsi in Champions per tenere in ordine i bilanci. E poco importa se la cessione di uno come Manolas, con il Napoli in emergenza, e giusto per fare un esempio, viene effettuata pochi giorni prima della sfida contro il Milan a San Siro. E poco importa se il club non riesce a gestire i rinnovi di alcuni calciatori importanti per evitare di far scoppiare casi, come quello - ultimo ma non ultimo - di Insigne. Capitano che è lo specchio del loop in cui si riflettono i limiti e i pregi di sempre.








Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
