Napoli, Gattuso tra la "lezione Ancelotti" e il sogno "Sarrista". Adesso occorre un piano B!

Il progetto tattico di Ringhio è interessante, ma ci sono i sintomi dell'integralismo. E non è un bene per il Napoli.
C’è tanto di Gattuso nella sconfitta del Napoli contro il Milan. Nonostante le tante assenze (Osimhen, Hysaj, Ospina) e i diversi calciatori stanchi per gli impegni con le nazionali (Insigne, Di Lorenzo e Fabian Ruiz su tutti), Rino ha deciso di insistere con il 4-2-3-1 anche contro la sua ex squadra. Un sistema di gioco dispendioso. E non ha nemmeno tenuto conto della febbre alta che ha avuto Bakayoko in settimana. Il francese si è allenato poco e male, ovviamente. Stona, inoltre, la poca inclinazione a cambiare a partita in corso: i sintomi dell'integralismo ci sono tutti. A fine gara, poi, dopo la sfuriata negli spogliatoi, il solito discorso sull’approccio e sul veleno che è mancato. Non ci siamo! I calciatori possono avere certamente le loro colpe, ma il punto è che vanno messi in condizione di dare il meglio in base alle loro caratteristiche, altrimenti la "lezione Ancelotti" non è servita a niente.
Una mediana a due utilizzando Fabian Ruiz, impone a tutti gli straordinari ogni volta. Ieri il Milan costringeva il Napoli ad appoggiarsi a Meret e Manolas in fase di impostazione dalle retrovie, lo ha confermato lo stesso Gattuso in conferenza stampa. E allora perché non ha studiato una contromossa invece di abbassare sistematicamente lo spagnolo facendogli perdere tutte le sue caratteristiche di base? I calciatori devono dare il meglio di sè per quel che sono. Fabian Ruiz metodista è una forzatura, così come pensare che Bakayoko possa correre per tutti. E nemmeno si può pensare che i calciatori offensivi possano pressare come dannati senza palla per 90 minuti in ogni partita. Quando i calciatori non si impegnano, Rino li manda a fare la doccia e fa bene, ma spremere come limoni è un'altra cosa. Vanno bene, benissimo, gli esperimenti, ma l’obiettivo è far vincere il Napoli, non dimostrare di essere un novello Sarri.
Il progetto tattico di Gattuso è interessante, ma all'occorrenza serve il piano B collaudato, quello che ha consentito al Napoli di ritrovarsi lo scorso anno. Una squadra granitica e compatta in grado di ripartire, non è un'offesa al calcio. Anzi, è quel metodo che è servito a generare nuovi equilibri fino alla conquista della Coppa Italia. Rino vuole restare a Napoli per lavorare ad un progetto pluriennale, possibilmente vincente, o vuole dimostrare di essere bravo ai top club?








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