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Napoli, è la giornata dei "l'avevo detto". Lo sterile sermone dei "razionali"


Maurizio Zaccone,
Pubblicato nella sezione Campionato
Napoli, è la giornata dei l'avevo detto. Lo sterile sermone dei razionali

Tifosi del Napoli delusi per la sconfitta contro lo Spezia, serpeggia un po' di pessimismo negli ambienti azzurri. Maurizio Zaccone ne ha parlato nel suo editoriale per AreaNapoli.it.


È la giornata del pragmatismo, dei piedi a terra, dei "l'avevo detto". È la giornata dove gli opinionisti più in voga ci ricordano la famosa "scoperta dell'acqua calda". Cioè che il Napoli non è attrezzato per lo scudetto. Che i "sognatori" sono un po' degli stupidi illusi incapaci di vedere la realtà delle cose; cose che loro "avevano detto", avevano previsto, avevano spiegato. In realtà le cose dette sono sempre le stesse, banali per molti versi e alla portata di tutti.  Chi "aveva detto" che il Napoli partiva con l'obiettivo del quarto posto aveva detto un'ovvietà. Che è stata però smentita da una partenza eccezionale che nessuno aveva previsto. 

E, di fronte all'evidenza dei fatti, di 30 punti in 10 partite, di prestazioni convincenti, di carattere e personalità, non sognare sarebbe stato un delitto. Tenendo presente tutto, di certo. Con i piedi per terra. Così infatti è stato.


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Il Napoli ha convinto di avere i mezzi per disputare un gran campionato, a dispetto delle previsioni. Sono valutazioni fatte in lettura, in corso, non previsionali. Il calcio è spesso questo. 

Alchimie impreviste, infortuni, casualità, fortuna, le variabili che condizionano le prestazioni di un team sono molteplici. 

Puoi avere un quadro generale ma prevederle tutte è impossibile; chi pensa di essere in gamba nell'indovinare l'imprevedibile è lo stesso che si sente figo se vince alla roulette.

La rincorsa al "l'avevo detto" è sterile; appaga il narratore, forse, ma stizza l'interlocutore, che aveva già chiaro tutto. 

Torniamo a ieri sera. Alla penosa serata di ieri sera. Che non ha giustificazioni né chiavi di lettura convincenti. 

Non è la realtà che presenta il conto ai sognatori, con i predicatori che ce lo ricordano. Per niente. 

È una figura di me**a spaziale. Sentire le curve cantare incessantemente mentre una squadra 10 volte superiore all'avversario giochicchiava, è un fatto che non si prevede. E nessuno aveva la vista così lunga da poterlo immaginare. 

Dopo la sconfitta con l'Atalanta la squadra è uscita tra gli applausi, perché la gente sa leggere l'impegno profuso, i limiti naturali e derivanti dalle indisponibilità,  oltre il risultato. 

Ieri sera invece siamo riusciti a perdere il match più importante della stagione, visto che dopo Milano si era riusciti a tamponare il calo precedente ed eravamo rimasti nei piani alti. Serviva inanellare qualche vittoria e poi si sarebbe visto. Così non è stato e, allo sconforto, pesa vederci aggiunto il sermone dei "razionali".

E se qualcuno ha capito come lo Spezia abbia potuto vincere, tra l'altro senza tirare in porta, lo andasse a spiegare allo stesso Spezia, che ancora non l'ha capito.


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