Napoli e la "corsa" da evitare. Spalletti ha già capito tutto e fa come Ottavio

A Napoli, ma non solo, non si fa altro che parlare della squadra partenopea e non mancano clamorose esagerazioni che non fanno bene a nessuno.
Il Napoli di Luciano Spalletti è contagioso e genera dipendenza. I tifosi contano le ore tra una partita e l'altra: c'è voglia di restare incollati con gli occhi sul magnifico collettivo creato dal club ed amalgamato dall'allenatore toscano. Tuttavia c'è una "corsa al paragone" che inizia ad essere stucchevole e potenzialmente pericolosa. Mentre per Kvaratskhelia si sprecano ormai i paragoni con fenomeni assoluti della storia del calcio come George Best o Kakà, anche per Lobotka resiste la voglia di qualcuno di paragonarlo a Iniesta, ovvero uno dei migliori centrocampisti della storia del pallone.
E anche per Kim si va da Bruscolotti a Koulibaly in grande scioltezza. E' innegabile la forza di questo Napoli, ma servirebbe un pizzico di sano realismo in più. Mentre in città spuntano ovunque murales dedicati ai nuovi calciatori arrivati durante l'ultima sessione del calciomercato, in giro non si fa altro che pensare a chi possa somigliare Anguissa oppure Ndombele, ma anche Zielinski e Simeone. Spalletti ha capito che si tratta di esercizi rischiosi e un po' come faceva Ottavio Bianchi, tecnico del primo scudetto del Napoli, getta acqua sul fuoco. C'è chi tira in ballo anche Roberto Baggio, ma dalla Georgia fanno sapere che Khvicha nemmeno legge cosa si dice sul suo conto. E fa bene.








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