Napoli: dallo Scudetto allo sfascio, l'elemento "scomparso" che fece la differenza

Dal tricolore al disastro, dalla festa alla depressione: in pochi mesi si è dissolta la squadra che aveva dominato in Italia e incantato anche in Europa.
E' passato poco meno di un anno, ma abbiamo ancora negli occhi le immagini della festa Scudetto durata tanti mesi. Eppure sembra passato un secolo: del Napoli che è riuscito ad incantare sia in Italia che in Europa, è rimasto poco o nulla. Ma soprattutto l'elemento "scomparso" è quello spirito di sacrificio che portava ogni singolo calciatore ad aver un atteggiamento improntato al mutuo soccorso. Ognuno era pronto ad aiutare il compagno in difficoltà, c'erano movimenti da squadra.
Quella capacità di sacrificarsi per il bene comune non si vede più. Manca proprio il collettivo che portava la squadra a face 70 metri di campo a tutta velocità per bloccare un contropiede avversario come ad esempio accadde a Sassuolo e Luciano Spalletti lo sottolineò più volte facendo vedere le immagini di un'azione successiva ad un calcio d'angolo a favore, sbagliato, che aveva favorito la controffensiva dei neroverdi. Ma cosa ha causato questo disfacimento? Sicuramente l'addio di Spalletti e di Giuntoli, ma anche la gestione del club nei rapporti con i calciatori su varie questioni, dai premi ai rinnovi e non solo. Questo non giustifica in toto l'atteggiamento dei tesserati che vanno in campo, tuttavia il clima non è mai stato dei migliori nello spogliatoio dopo lo scudetto.






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