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Napoli-Bologna, pagelle: le scartatelle di Khvicha e il graffio di Osimhen. 8 a Spalletti, c'è un 10


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Pubblicato nella sezione Campionato
Napoli-Bologna, pagelle: le scartatelle di Khvicha e il graffio di Osimhen. 8 a Spalletti, c'è un 10

Decima vittoria consecutiva per la squadra di Luciano Spalletti tra campionato e Champions. Kim sugli scudi, Lozano ancora in gol. Prima papera di Meret.


Che sofferenza al Maradona per il Napoli contro il Bologna: 3-2 il finale, ma quante emozioni e brividi. Thiago Motta, quest’anno sulla panchina dei felsinei, prova ancora una volta, come la scorsa stagione alla guida dello Spezia, a infiocchettare un brutto regalo al collega Luciano Spalletti. Stesso copione: squadra compatta, area affollatissima per assorbire i colpi e velocità in ripartenza. Una strategia, corredata da fortuna, che porta i suoi frutti. Azzurri, infatti, poco cattivi nel finalizzare le invenzioni di Kvarastkhelia (prima il palo di Mario Rui, poi un rigore in movimento a porta vuota fallito da Politano) e molli al 41' nel contenere il fraseggio che porta al gol di Zirkzee, alla sua prima partita in Serie A (i partenopei confermano la tradizione e portano bene ad un altro avversario esordiente). 0-1, incredibile a dirsi. Pochi secondi dopo, però, ad un soffio dal riposo, la zampata di Juan Jesus (tra i principali responsabili del gol subito), abile a risolvere di destro una matassa in area generata da un’azione da corner.


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Nel secondo tempo subito dentro Lozano e Osimhen per Politano e Raspadori. E al 49’ arriva il gol del messicano dopo una percussione impressionate, con tiro finale, di Kvara: Chucky lesto a infilare la porta sulla respinta di Skorupski. Appena due giri di lancette e al 51’ si vede la prima vera papera stagionale di Meret: Barrow calcia dalla distanza e il portiere legge male e para peggio. Una mazzata. Che però non tramortisce i padroni di casa. Ed infatti il nuovo vantaggio arriva al 69’: imbucata del solito geniale Kvaratskhelia per Osimhen che affonda il bisturi in area e opera il sorpasso. Al 79’ il legno di Zielinski legittima il successo, così come l'occasione divorata da Lozano, mentre un’uscita a vuoto di Meret certifica la sua giornata storta, per fortuna senza danni. Triplice fischio e decima vittoria consecutiva tra campionato e Champions League. Napoli primo in classifica con 26 punti, a +2 sull’Atalanta e +3 sul Milan. Le pagelle di Areanapoli.it


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Meret: 5-. Sul primo gol nessuna colpa, poi nella ripresa arriva il primo vero scivolone stagionale - dopo 14 partite da protagonista tra campionato e Champions - sul tiro di Barrow dalla distanza. Può capitare. E per fortuna non crea danni alla squadra. Un’uscita a vuoto su calcio d’angolo, nel convulso finale, conferma la giornata storta. Calma e sangue freddo.

Di Lorenzo: 6,5. Un paio di colpi a vuoto come in occasione della rete del Bologna (anche perché Politano si abbassa meno e soprattutto perché non riposa mai), ma nel complesso chiude i varchi e si sovrappone con metodica continuità: non mancano cross e conclusioni insidiose. 

Kim: 7+. Una furia che si abbatte sugli avversari. Gli manca la finezza e la precisione nel primo passaggio, tuttavia nei raddoppi, nelle pressioni e nel gioco aereo è una maestosa forza della natura. Generoso pure nel compensare gli errori dei compagni.

Juan Jesus: 7-. Agile, spigoloso, a tratti invalicabile. Poi è fuori posizione e gira a vuoto in occasione del gol degli ospiti. Si fa perdonare subito segnando la rete del pareggio. Si conferma all’altezza della coppia dei “titolari” e risorsa preziosa nel gruppo.

Mario Rui: 6+. Ha sempre il piede mancino affilato nelle aperture e pesante sull’acceleratore quando apre e chiude i corridoi sulle giocate di Kvaratskhelia. Colpisce anche il palo. Cala alla distanza sul piano fisico e perde qualche duello di troppo. Dal 77' Olivera: sv. Continua egregiamente, tra presidio di zona e pressione, il lavoro del compagno.

Ndombele: 7-. Un voto di stima, di fiducia, come si usava dire un tempo. Del resto la sua prova è a tratti entusiasmante tra giocate veloci, inserimenti e sapienti colpi di tamburo a dettare il ritmo. Il punto è che sembra ancora abbastanza lontano da una forma necessaria per durare 90 minuti. Il campione, però, c'è e si vede. Dal 71' Elmas: 6-. Dopo il post evitabile (per Giuntoli solo una battuta interpretata male da tanti) sulla panchina, trova ancora una volta il campo e questa volta da interno con compiti soprattutto di contenimento. Corre tanto, assicura riferimenti e si lancia nella mischia con ardore pur con qualche errore evitabile.

Lobotka: 7. All’ormai consueta brillantezza nel lungo, nel corto e nella sua specialità, ovvero nascondere il pallone agli avversari che lo pressano per poi farlo apparire al servizio dei compagni, aggiunge l’intelligenza di spezzare – anche con le cattive – pericolose trame avversarie. Nella seconda parte della ripresa cala e perde lucidità. Dall’82’ Demme: 6. Un’altra notizia positiva della sfida è il suo rientro dopo l'infortunio: copre, rifinisce, si propone e lotta con grande attenzione ai dettagli. Dai suoi piedi nasce l'azione che porta Zielinski a rifinire per Lozano che trova il miracolo sulla linea di Skorupski.

Zielinski: 6,5. Lascia a Ndombele le incursioni galleggiando in soccorso al palleggio. Quando apre il gas e sterza fa girare la testa a tutti. Sfiora il gol del 4-2: la deviazione e l’incrocio dei pali gli negano la gioia. L’intesa con Kvara rischia di finire sotto la lente di ingrandimento dell’Unesco.

Politano: 6. A giocate sopraffine tra tecnica e rapidità in appoggio alle incursioni di Di Lorenzo e Ndombele, fanno da contraltare alcuni momenti di vuoto in ripiegamento e soprattutto il gol che si divora da posizione favorevole (oltre il dischetto) su assist di Kvaratskhelia: movimento perfetto, esecuzione da dimenticare. Dal 46' Lozano: 7-.  Entra e dopo appena 4 minuti trova il gol: segue l’azione di Kvara che calcia, Skorupski respinge e Hirving è lesto a infilare la porta. Sfiora anche il raddoppio con un’altra incursione fulminea in area, ma il portiere si esalta sulla linea (forse il messicano poteva angolare meglio, tuttavia è arrivato velocissimo sulla traiettoria). 

Raspadori: 6. Spalletti gli dà ancora una volta fiducia e lui esegue il canovaccio entrando e uscendo dall’area per non dare riferimenti. Il Bologna però non si scopre e non concede spazi. Qualche buona giocata e una conclusione. Dal 46’ Osimhen: 7,5. Dopo il gol in Champions arriva anche il suo sigillo in campionato. Entra lui e si sente tutto il peso di una punta fisica e devastante in velocità. Viene atterrato nell'azione del gol di Lozano, poi, come detto, firma il gol decisivo sulla giocata da biliardo di Kvaratskhelia. Un graffio da pantera.

Kvaratskhelia: 8. E' quintessenza del calcio, è un insieme di graffiti a testimonianza di un'era. Impossibile non innamorarsi del suo modo di stare in campo. E' un bambino per strada con la sfera sotto al braccio che va a sfidare chiunque nei vari quartieri. E' un pomeriggio interminabile di scartatelle fino al "sali sopra" delle madri all'imbrunire in cui il maestro di Franco Battiato invano cerca l'alba. Quando viene toccato dal pallone (non accade mai il contrario) si aziona il flipper ed è tutto così magicamente imprevedibile tra assist, dribbling, ricami, pre-potenza, ovvero una potenza che arriva prima, che c'è già. E lui lo sa. Quando ha attimi di dimenticanza, va pure a fare il difensore. Per essere ancora più fiero di sè. E' lui a generare il gol di Lozano, è lui a dare ad Osimhen il tiro della vittoria. E' lui.

All. Spalletti: 8. Ai punti il Napoli avrebbe vinto lo stesso, ma il calcio pur non essendo il pugilato, ha preso dal ring la necessità di saper incassare i colpi. Il Bologna va in vantaggio, ma i partenopei lo riprendono subito. Il tecnico toscano poi la vince ancora una volta con gli uomini che entrano dalla panchina: nel secondo tempo, infatti, segnano Lozano e Osimhen. 10 vittorie consecutive tra campionato e Champions: nulla da aggiungere, solo tanto di cappello! La prossima è all'Olimpico contro la Roma.

10 al pubblico: Maradona pieno, tifosi pazzi di gioia e in grande forma quando c'è da spingere la squadra. Avanti così!


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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