Napoli, basta accuse ai calciatori! Anche Gattuso ha rettificato

I calciatori azzurri non hanno molto gradito le critiche eccessive dopo le ultime prestazioni. E hanno ragione.
“Penso che dobbiamo lavorare, ci manca un po’ di anima. Se sono arrabbiato per le foto dei calciatori in barca? No, quello che dico a voi lo dico prima ai miei calciatori. Prima parlo con i miei calciatori e poi le dico in televisione. Penso che qualcuno ci ha giocato e ricamato su quella cosa che ho detto”. Questo il pensiero di Gattuso dopo la sconfitta contro l’Inter a San Siro. A cosa allude il mister quando parla di “ricamo” di “qualcuno”? Cosa aveva detto precisamente? Riavvolgiamo il nastro, ecco le sue parole dopo la vittoria del Napoli contro il Sassuolo: “In questo momento la città non ti aiuta, ci sono belle isole, belle barche, c’è caldo ed in casa non si può stare, in questo periodo qua non è facile aiutare una squadra come la mia. A tratti abbiamo spento la luce, e questo è un dato di fatto. In questo momento la bellezza di Napoli e le belle giornate non aiutano, penso che ognuno di noi deve fare un passo indietro, dormire di più e cenare un’ora prima. Io non sgarravo una virgola, ma oggi non posso chiedere a tutti di essere come ero io”.
A tanti calciatori del Napoli non sono andate giù le polemiche che quelle parole di Gattuso hanno generato. Sono volate critiche fuori luogo e tante accuse in relazione alla professionalità dei giocatori. E infatti lo stesso Rin(ghi)o, che ha sempre il polso dello spogliatoio, quando dice “qualcuno ci ha giocato e ricamato sulle mie parole”, ha di fatto confermato il totale disappunto della squadra che si è sentita ingiustamente attaccata. Per questo Gattuso ha “rettificato” sottolineando di essere stato frainteso: il suo, in pratica, non era un attacco alla squadra. I ragazzi durante il lockdown hanno rispettato il diktat del club, non si sono mossi da Napoli, si sono allenati duramente; nonostante il caldo asfissiante hanno dato tutto in allenamento e in gara alla ripresa delle attività, hanno vinto la Coppa Italia e fino alla partita con l’Atalanta ci hanno messo il cuore per provare a risalire la classifica. Del resto la media punti della squadra nel girone di ritorno è da prime posizioni, un cammino da Champions.
Poi è normale, naturale, fisiologico che, incassata l’impossibilità di tornare nelle prime quattro posizioni, il pensiero fisso è diventato il Barcellona. Del resto, perché rischiare infortuni in vista del match più importante dell’anno? Perché questa necessità di provare a vincere le partite a tutti i costi? Quando è stato possibile, il Napoli non si è mai tirato indietro. E non va mai dimenticato che questo non è calcio: giocare ogni tre giorni con temperature simili, l’emergenza coronavirus ancora in corso, le trasferte, i rientri… è tutto già di per sé apprezzabile. Criticare i calciatori per qualche tuffo refrigerante o per qualche giro in barca, è davvero assurdo (lo sa anche Gattuso) se consideriamo inoltre che fino a qualche giorno fa gli stipendi erano congelati. Il club ha pagato aprile e maggio in questi giorni. Mancano quelli di giugno e luglio, ma De Laurentiis sta rispettando i patti e i tempi. Tuttavia, per la sfida contro il Barcellona – stando a quanto scrive Repubblica – il patron non ha previsto premi in caso di impresa contro Messi e compagni. I calciatori del Napoli hanno dimostrato grande professionalità in questi anni, la parentesi dell’ammutinamento è una storia a sè.
E poi non vanno sottovalutati gli aspetti tecnico-tattici. I risultati non del tutto brillanti in alcune partite sono anche il riflesso di alcuni esperimenti di Gattuso il quale, in precedenza, aveva trovato nuovi equilibri ripartendo dalle basi: difesa solida, spazi chiusi agli avversari e rapidità in ripartenza. Con un gioco all’italiana che sarebbe assurdo rinnegare, sono arrivati risultati e una rigenerata convinzione nei propri mezzi quasi azzerata sotto l’egida di Ancelotti. Il tecnico calabrese ha sfruttato queste ultime partite anche per capire quali sono i calciatori adatti per il prossimo anno quando inizierà il suo vero progetto di gioco. Non più solo difesa e contropiede, ma possesso, identità, convinzione, capacità di palleggio, gestione. Gattuso, probabilmente, bene farebbe a tornare sulla “retta via”, quella che ha dato certezze, punti e un trofeo. Poi si volterà pagina tutti insieme. Ora non è il momento delle critiche: il mister e i calciatori hanno già fatto un miracolo vista la brutta piega che aveva preso la stagione. C’è una Coppa Italia in più in bacheca, si giocherà comunque in Europa l'anno prossimo, come da un decennio a questa parte, e contro il Barcellona si può scrivere la storia. Chi l’avrebbe mai immaginato solo qualche mese fa?
Luca Cirillo








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