Napoli-Atalanta, pagelle: Kvara scopre la luna, Rrahmani l'arcobaleno. Ci sono due 10

La squadra di Spalletti ritrova successo ed automatismi al Maradona: battuta l'Atalanta di Gasperini, ora sotto con gli ottavi di Champions contro l'Eintracht.
Il Napoli supera l'Atalanta 2-0 e volta subito pagina dopo la sconfitta di una settimana fa contro la Lazio di Sarri (68 punti in classifica dopo 26 giornate, +18 sull'Inter). Al 6′ la prima occasione con Politano che penetra in area e calcia con il mancino sul primo palo: Musso respinge. Gli ospiti reagiscono con Maehle e Pasalic, ma in entrambi i casi le conclusioni risultano altissime. Al 28′ il primo squillo di Kvaratskhelia che va via sulla sinistra, semina il panico e prova a beffare Musso calciando dalla linea di fondo. A pochi minuti dal riposo la seconda chance per Politano, che approfitta di un errore di Maehle, e si proietta verso la porta: conclusione centrale. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 al termine di una sfida molto intensa sul piano fisico.
Nel secondo tempo subito due occasioni per Osimhen, entrambe su cross di Politano: prima la rovesciata spettacolare, poi il colpo di testa. Il gol, però, arriva al 60′. Anguissa recupera un pallone a centrocampo e fa partire Victor il quale alza la testa e asseconda il movimento di Kvaratskhelia con un passaggio preciso. Il georgiano, arrivato a tutta velocità, prima mette a sedere tre difensori tra dribbling e sterzate, poi spara un missile all'incrocio. Gol sublime da spedire al MoMA. Entrano Ndombele ed Elmas, fuori Zielinski e Politano. Al 73′ Muriel scalda i guantoni a Gollini, poi entra Juan Jesus per un problema al polpaccio di Kim. Al 77' il raddoppio del Napoli: Elmas pennella da calcio d'angolo e Rrahmani trova di testa una traiettoria velenosa, a spiovere, che si spegne all'incrocio. All’83’ il tentativo di Ruggeri, ma Gollini è attentissimo. Dentro anche Simeone e Zerbin. Osimhen si arrabbia per la sostituzione. Poi non succede più nulla fino al 94′. 2-0 il finale, con gli azzurri sempre più vicini al sogno. Le pagelle di Areanapoli.it
Gollini: 6,5. Meret ha un problema al polso e lui viene lanciato nella mischia a pochi istanti dall’inizio della sfida contro la squadra proprietaria del suo cartellino. Prima apparizione al Maradona e offre subito un paio di parate di buon livello nella ripresa. Buoni anche i rilanci (non tutti, ma la qualità tecnica c’è).
Di Lorenzo: 6,5. All’inizio lascia a Politano la licenza di attaccare, poi trova le misure per contenere i laterali orobici e quando può si sgancia per accompagnare l’azione. Perno imprescindibile per Spalletti.
Rrahmani: 7,5. Zapata o Muriel, non c’è alcuna differenza: li contiene entrambi. Ha la flemma dei grandi centrali, raramente si scompone e il mister adora la sua freddezza. Trova anche il gol della sicurezza con un imperioso stacco di testa: palombella all’incrocio che beffa Musso.
Kim: 7+. Per lui gli avversari sono tutti uguali e per loro esiste una sola regola: dalle sue parti non si passa. Di testa, in anticipo e in costruzione fa quasi sempre la scelta giusta. Esce per un risentimento muscolare al polpaccio. Dal 76’ Juan Jesus: sv. Pochi minuti per esprimere un voto, ma gioca come se non avesse mai smesso dall’ultima volta. E sono passate tante partite.
Olivera: 6,5. Inizia poco convincente tra difficoltà in contenimento e poca spinta. Poi cresce in entrambe le fasi con buona fisicità, pur non trovando il guizzo giusto (quello di cui è capace Mario Rui, per intenderci).
Anguissa: 6,5. Partita dai due volti: primo tempo piatto e con poche idee, i giri del suo motore non sono sufficienti per impressionare avversari e compagni; nella ripresa carbura e ritrova automatismi e giocate nei due sensi di marcia. E’ lui ad interrompere una trama degli avversari lanciando nello spazio Osimhen nell’azione che porta al gol di Kvara.
Lobotka: 6,5. Pasalic è un’ombra costante che prova a togliergli spazio e tempi di giocata. All’inizio soffre, ma giusto il tempo di trovare le misure e dettare il ritmo come sa. Il controllo di un pallone di lunga gittata incanta il Maradona.
Zielinski: 6. Anche lui fa fatica a smarcarsi nella prima frazione di gioco (Gasperini sceglie gli 1 contro 1), tuttavia garantisce appoggi e rifiniture. Meglio nel secondo tempo con il crescere dell’intesa con Kvaratskhelia. Dal 65' Ndombele: 6. Continua il lavoro del compagno provando maggiormente la giocata a sensazione. A volte gli riesce, altre meno.
Politano: 7. E’ l’unico a provare la conclusione nei 45’ minuti di gioco iniziali. Trova diversi varchi e nel complesso si rende pericoloso facendo attenzione anche ai necessari movimenti senza palla in cui appare generoso. E’ lui a crossare due volte per Osimhen: prima la rovesciata, che sarebbe stato il gol dell’anno, poi il colpo di testa con il pallone a fil di palo. Dal 65' Elmas: 6. Entra con grande vivacità. Sfiora il gol e pennella da calcio d’angolo per la capocciata di Rrahmani che vale il definitivo 2-0.
Osimhen: 7. Si fa ammonire per un intervento evitabile in un duello areo, però il cartellino non lo condiziona. Djimsiti lo ferma nel primo tempo, poi nella ripresa il nigeriano sfiora due volte il gol: prima la rovesciata, poi il solito colpo di cresta. Quindi è lui a scattare in profondità prima del pallone per Kvaratskhelia che si produce in uno slalom gigante. Spalletti lo sostituisce a pochi minuti dalla fine e lui si arrabbia. Dall’84’ Simeone: sv.
Kvaratskhelia: 8,5. Vola sul tappeto, disorienta 7 calciatori (8 portiere compreso) dell’Atalanta con e senza palla tra sterzate, tocchi da mago e giochi di ipnosi, poi improvvisamente scaglia una saetta all’incrocio dei pali. Anche nel primo tempo sfiora un gol da antologia dopo un affondo feroce sulla sinistra. Anche in ripiegamento fa felice Spalletti. Uno dei gol più belli della storia del Napoli. Khvicha guarda sempre più in alto e prima o poi sbarcherà sulla luna. A Pirandello sarebbe piaciuto. Dall’84’ Zerbin: sv.
All. Spalletti: 8. Aveva bisogno di una vittoria per dimostrare a tutti che quello con la Lazio è stato il più classico dei piccoli incidenti di percorso. E i suoi ragazzi hanno rassicurato tifosi e mister con una prova strepitosa: primo tempo di studio a tratti anche "rumoroso", ma provando a trovare la via del gol. Nel secondo tempo la grande sinfonia: prima la magia di Kvaratskhelia a chiusura di una ripartenza da manuale, poi il colpo di testa di Rrahmani. 2-0 e tutti a casa: ora c'è la Champions!
10 al pubblico dello stadio Maradona: dopo le polemiche per il "poco calore", tanti cori e anche le bandiere. E vissero tutti felici e contenti. Sperando possa tornare la bolgia di un tempo. E 10 pure a Tommaso Starace, che offre il caffè a Diletta Leotta.








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