Napoli-Atalanta, pagelle: disastro senza appello, un aspetto è grave! I voti a Meret e Juan Jesus

Un'altra bruttissima pagina per i campioni d'Italia in questa stagione da dimenticare. La Dea giganteggia al Maradona.
Cala il sipario sulle velleità del Napoli di conquistare la qualificazione alla prossima Champions League. Lo 0-3 al Maradona (Mirancuk, Scamacca, Koopmeiners), contro l’Atalanta, è l’ennesimo boccone amaro da mandare giù per i tifosi partenopei. Che hanno fischiato la squadra al triplice fischio. C’è davvero poco da salvare, poco di cui discutere: azzurri quasi totalmente in balìa degli orobici ed incapaci di imbastire apprezzabili manovre. Tranne Meret – abile in diversi interventi – e Lobotka in formato super, non si salva nessuno, mister Calzona compreso, incapace di dare idee e freschezza ad un canovaccio sbiadito e monocorde. 45 punti in 30 giornate sono un risultato indegno per i campioni d’Italia. Ancora 8 giornate con un solo obiettivo: salverà la dignità, se è possibile. Le pagelle di Areanapoli.it.
Meret: 7. Se il Napoli non perde con un passivo più pesante è soprattutto grazie ai suoi interventi coraggiosi. Forse è poco reattivo in occasione del primo gol della Dea, ma sono soprattutto i compagni a dormire. Per il resto solo meriti e poche colpe.
Di Lorenzo: 5. Zappacosta gli crea tante difficoltà e in avanti si vede raramente. Nell’azione dello 0-3 è, al pari dei compagni, burro per le lame incandescenti degli avversari. Rimedia anche un cartellino.
Rrahmani: 4,5. Molle nell’impatto con Scamacca in occasione del vantaggio orobico. In netta difficoltà in chiave difensiva, un po’ meglio quando si spinge alto.
Juan Jesus: 4. Evidentemente provato per quanto accaduto con Acerbi, sfodera probabilmente la peggior partita da quando è a Napoli. L’errore che porta alla rete di Scamacca è imbarazzante.
Mario Rui: 5. Soffre la vivacità e la forza fisica di Hateboer e assicura pochi rifornimenti in avanti.
Lobotka: 6. Sarebbe assurdo infierire su di lui visto che è l’unico che lotta, combatte e prova a mettere ordine. Ai lati non ha molto supporto.
Anguissa: 5. Continua la sua stagione anonima. In campo continua ad andare il fratello poco dotato. Qualcosa di buono solo in fase di possesso, poi è solo sofferenza. Dal 75’ Simeone: sv. Qualche tentativo di intesa con Osimhen, ma poco altro.
Traorè: 5. Durano una ventina di minuti i suoi scatti senza sbocchi. Dal 45’ Zielinski: 6,5. Entra bene e colpisce un palo con una conclusione straordinaria da posizione defilata. Se il "meglio" arriva da uno che ha la testa altrove...
Politano: 5. Nessuna accelerazione, poche fiammate, per nulla reattivo sotto porta. In netto calo. Dal 68’ Lindstrom: 5. Non si discosta molto dalla prova del compagno.
Raspadori: 5. Schierato al posto dell’infortunato Kvaratskhelia, non dà né profondità né ampiezza laterale. Dal 45’ Ngonge: 6. Merita più spazio: se sta bene deve giocare a prescindere perché dà la sensazione di essere quello che ha più voglia di tutti.
Osimhen: 5. Ne esce male dal duello con Hien e si fa anche ammonire per proteste (l’arbitro Pairetto comunque non convince, permette ai nerazzurri un gioco eccessivamente spigoloso). Nelle poche occasioni si fa ipnotizzare da Carnesecchi.
Calzona: 5. Manca Kvara e sceglie – evidentemente sbagliando – Raspadori. Poche idee, poche soluzioni, poca compattezza complessiva. L'aspetto più grave è l'assenza di una squadra riconoscibile. E arriva anche la prima sconfitta in campionato per lui. Addio Champions, resta l’Europa League o la Conference.






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