Napoli abituato a subire, ennesima ingiustizia. Ancelotti aveva capito tutto

Si ha la netta sensazione che i calciatori del Napoli non abbiamo più nemmeno la voglia di farsi valere, di protestare contro le ingiustizie.
Il Napoli, tra le squadre di punta della Serie A, è quella a cui vengono concessi meno rigori. I dati sono chiari negli ultimi anni e non è il caso nemmeno di andare a ripescarli, l'evidenza è sotto gli occhi di tutti. Almeno per quelli che non hanno problemi di vario genere. E' sufficiente ricordare che, dicembre 2020 compreso, dal 2018, la squadra partenopea si è vista assegnare solo 9 rigori. Orma c'è una sorta di rassegnazione, i calciatori nemmeno protestano più di tanto perché sanno che oltre al danno della mancata assegnazione della massima punizione, rischiano anche la beffa dei cartellini.
Ricordiamo tutti, inoltre, che finanche un uomo buono e pacifico come Carlo Ancelotti - da sempre abituato a svolgere il suo lavoro, prima da calciatore e poi da allenatore, in grandi piazze dal calcio e che raramente ha polemizzato con i fischietti - si rese conto dei disastri arbitrali contro il Napoli e sbottò contro Rizzoli in un incontro con gli arbitri dopo una sfida casalinga contro l'Atalanta dove la squadra partenopea subì una clamorosa ingiustizia. L'ultima vergogna, invece, è il netto rigore non concesso a Mario Rui nei secondi finali di Genoa-Napoli. Assurdo! Gli uomini di Gattuso avrebbero avuto la chance di pareggiare. E invece il nulla assoluto oltre qualche timida protesta. Una indecenza passata sotto silenzio o comunque non esaminata come meriterebbe.









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