Milite: "Conte e Marotta bocciati in una materia. Ricordate i due furti subiti dal Napoli?"
"Anche partecipare e competere fino all'ultimo merita gli applausi, deve essere motivo di orgoglio", ha sottolineato il direttore di Young.

Gemano Milite, giornalista e direttore di Young, ha commentato le recenti dichiarazioni di due dei principali protagonisti del calcio italiano, ovvero Antonio Conte, tecnico del Napoli, e Beppe Marotta, presidente dell'Inter. Queste le sue pungenti dichiarazioni: "Conte e Marotta entrami bocciati! Ovviamente la bocciatura è sul mero fronte della comunicazione, dei messaggi dati, visto che il primo ha vinto uno scudetto meritato e sudatissimo ed il secondo ha fatto miracoli a budget zero per tenere la sua rosa competitiva su ben 3 fronti.
Ed ha aggiunto: "E partiamo da questo, ovvero dalla lagna veramente stucchevole che pure Marotta ha intonato: "Eh, ma abbiamo giocato 19 partite in più del Napoli". Eh ma non ce ne frega un ca***. Volete essere o no grande squadra internazionale che compete su più fronti? Sì? E allora, sorpresa, giocherete (ovviamente) molto di più di chi invece compete su uno. Barcellona, Bayern e Liverpool (lasciamo perdere il PSG che gioca da solo come la Juve dei 9 di fila) pure hanno giocato molte partite, ma hanno anche vinto i rispettivi campionati senza troppi patemi".
"Eh ma hanno altre rose". Appunto: da quando non avere una rosa adeguata è diventato un merito? O un alibi? Se vuoi competere ad alti livelli, non devi frignare quando il gioco di fa duro ma tacere e giocare duro. Altrimenti fai come Milan e Lazio quest'anno, non ti fai le coppe, accetti la tua dimensione minore e ti giochi un solo titolo (come con umiltà e consapevolezza ha fatto Conte, che è "fuggito" pure dalla Coppa Italia). Per altro, cari Interisti, dovete comunque non piangervi troppo addosso. Il campionato è stato perso al fotofinish per un solo punto. E cos'è un punto in 38 giornate? Siete comunque arrivati come minimo in finale di Champions. Comunque andrà: non fatevi bullizzare dagli sfigati convinti che i secondi siano "i primi sconfitti" ed altre puttanate tossiche".
"E qui vengo a Conte, che la juventinità purtroppo dentro ce l'ha sempre. Al suo: "Chi vince scrive la storia" e bla bla. No, Antonio, non essere così riduzionista e risultatista integralista. Il mondo dello sport straripa di non vincenti che hanno scritto la storia. Per restare a Napoli, cito due furti. Parto da Sarri e da quel suo calcio bellissimo ed invidiatissimo. Quei 91 punti furono sì una beffa, ma anche un traguardo storico che a Napoli non verrà mai scordato. Che è, appunto, scritto nella storia. Anche la semifinale di EL scippata dal Dnipro è storia sportiva. Ok, ovvio che se vinci è tutt'altra cosa, ma anche partecipare e competere a testa alta fino alla fine merita plausi, celebrazioni e menzioni".
"Pure perché, senza grandi avversari (come lo è stata l'Inter quest'anno e come lo fu il Napoli di Sarri per la Juve nel 2018), ogni trionfo è molto meno bello. Quindi complimenti e pure grazie all'Inter per aver tenuto aperto e vivo il campionato fino alla fine, letteralmente. Non tiferò per nessuno alla finale di Champions e non so prevedere chi vincerà il titolo, ma in ogni caso basta piangere e sentirsi avviliti. Avete fatto un bel campionato, siete arrivati abbastanza lontani in Coppa Italia e siete in finale nella massima competizione europea. Anche partecipare e competere fino all'ultimo merita gli applausi, deve essere motivo di orgoglio. Anche questo, spesso soprattutto questo è l'essenza pura (e sana) dello sport. Non esistono vincitori senza sconfitti. Ed ogni sconfitto che ha combattuto fino alla fine merita il giusto tributo. Amen e viva il calcio", ha concluso Milite.
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