Milano e Mosca si confermano città maledette per il Napoli: tante macchie indelebili

Infortuni gravi, scudetti persi e qualificazioni mancate in Coppa: per il Napoli episodi dolori ed indimenticabili a Milano, sponda Inter, e a Mosca.
Non portano bene Milano - soprattutto sponda interista - e Mosca nella storia del Napoli. Solo nove infatti le vittorie dei partenopei in trasferta contro i nerazzurri in 76 partite. Poi 17 pareggi e ben 50 sconfitte. L’ultimo pareggio è datato 2018 (0-0 il risultato finale), mentre l'ultima vittoria azzurra è in coppa Italia (gol di Fabian Ruiz) con Gennaro Gattuso in panchina a febbraio del 2020. In campionato, invece, bisogna andare al 2017, il 30 aprile, quando il Napoli si impose con un gol di Callejon. Nemmeno con Diego Armando Maradona il Napoli aveva la meglio a Milano. Infatti con il 10 argentino, gli azzurri hanno al massimo raccolto un pareggio, perdendo le gare anche nelle stagioni d'oro degli scudetti.
Inoltre le sconfitte più brucianti per i partenopei sono avvenute proprio contro i nerazzurri: 9-2 nella stagione 1926-27 e 8-1 in quella dopo. Erano i primi anni di vita del Napoli. 6-1, invece, nel 1931-32, mentre la prima vittoria del Napoli a Milano con l’Inter arriva nella stagione 1932-33, quando gli azzurri vincono a Milano 3-5, bissato dal 2-3 del Secondo Dopo-Guerra.
La prima macchia indelebile è negli anni ’70, quando il Napoli perse addirittura uno scudetto: lo scontro diretto finì - non senza polemiche - 2-1. Dopo il gol di Altafini per il Napoli, ci fu infatti un rigore inesistente per l’Inter - battuto tra l'altro in maniera irregolare da Boninsegna - e un altro gol dello stesso attaccante. Rabbia infinita e delusione per gli uomini di Chiappella.
A Mosca, invece, la seconda macchia che mai andrà via: il Napoli di Diego Armando Maradona, campione d'Italia in carica (scudetto 1989-90) nella stagione 1990-91 si fa battere ai rigori proprio dallo Spartak in Coppa dei Campioni. Dopo lo 0-0 dell'andata al San Paolo tra legni ed occasioni sciupate, la squadra di Albertino Bigon pareggiò 0-0 anche in Russia (dove Maradona arrivò da solo con un jet privato). Alla lotteria dagli 11 metri la grande delusione. Maradona, entrato nella ripresa, segnò il suo, ma non bastò.
E poi gli infortuni, anche gravi, a San Siro: quest'anno Victor Osimhen, che si è fratturato lo zigomo rischiando l'occhio, nella scorsa stagione il problema alla caviglia per Dries Mertens e nella stagione 1985-86 l'intervento killer di Mandorlini che spezzò la gamba a Ruben Buriani (rottura di tibia e perone), calciatore del Napoli, il quale dopo non giocò più in massima serie dopo quell'infortunio.








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