Mertens ha una qualitą nascosta: Spalletti l'ha capito troppo tardi

Dries Mertens ha una qualitą che neanche Luciano Spalletti ha compreso fin da subito e che lo rende ancor di pił un elemento importante per il Napoli.
Dries Mertens è, suo malgrado, il “caso” di quest’anno: inspiegabile la gestione di Luciano Spalletti nell'inserirlo solamente negli ultimi minuti nella maggior parte delle partite. Eppure, anche volendo azzerare l’apporto realizzativo di “Ciro” nelle passate stagioni, risulta evidente come il Napoli cambi volto con il folletto belga in campo. Soprattutto, quando gioca in coppia con Osimhen (leggi qui). Certo, difficile dimostrare che con un Mertens in più, la squadra partenopea sarebbe riuscita a vincere lo scudetto.
Spalletti sostiene – ed altri si accodano senza replicargli – che con Mertens sul terreno di gioco il team è a rischio di imbarcare. Dunque, ciò significa che il belga non dà il suo apporto in fase difensiva? E, invece, nel match di domenica scorsa, contro il Sassuolo, Dries ha fornito l’ennesima prova di come la fase difensiva inizi produttivamente già dalla trequarti.
Infatti, il gol di Lozano è stato generato proprio da un recupero palla di "Ciro" a ridosso della trequarti dei neroverdi. Ma, ad avvalorare il fatto che Mertens sia fondamentale anche nella fase di non possesso, c'è un dato che lo testimonia: 26 falli commessi. Tra l'altro, 7 in più rispetto a Zielinski: il compagno per il quale è stato preferito dal tecnico toscano. In conclusione: Dries è gol, assist e un attaccante tutt’altro che passivo in fase passiva. La matematica non è un’opinione....tranne che per Spalletti.








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