Le lacrime di Ancelotti, la rabbia di Gattuso e la "parola magica" che manca al Napoli. ADL comprerà?

Enorme confusione tattica per il Napoli che attacca a testa basta nella ripresa e subisce l'ennesimo contropiede con la squadra spaccata in due.
In settimana ne abbiamo lette davvero tante, una su tutte: la commozione di Carlo Ancelotti quando ha scoperto che al suo posto, sulla panchina del Napoli. sarebbe arrivato il suo amico e allievo Gennaro Gattuso. Secondo il Corriere della Sera, il nuovo mister avrebbe chiamato il maestro solo quando tutto era ormai deciso. A prescindere da ricostruzioni diverse e dalle presunte lacrime dell'ormai ex mister, chi piange davvero è il tifoso napoletano che ora vede concreto l'incubo retrocessione. La classifica, come ha confermato lo stesso Gattuso ai giornalisti quando è stato presentato, è imbarazzate.
E dopo la sconfitta di stasera ancor di più. Ringhio è evidentemente arrabbiato, la sua delusione era chiaramente visibile sul suo viso. Ma al Napoli, più di tutto, manca la "parola magica" e questo valeva per Ancelotti e vale per Gattuso: manca l'equilibrio. La squadra non è compatta, anzi, è lunghissima. Fabian Ruiz e Zielinski appaiono in balia delle onde e il solo Allan non può reggere il peso della mediana. E così, negli assalti della ripresa, si è vista la frattura: Napoli spezzato in due! E non lo diciamo da oggi, ma dall'inizio del campionato. Tocca a De Laurentiis comprare l'equilibrio. Come? Acquistando i calciatori giusti, soprattutto a centrocampo.








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