Lazio-Napoli, pagelle: Callejon superstar, Koulibaly straripante. Higuain-Sarri, magia!

Anche Insigne, Hamsik e Jorginho meritano elogi. Applausi per Maggio, Strinic e Lopez: una prova da veri gregari al servizio della squadra.
Reina: 6,5. Quasi mai impegnato, si gode la partita alternando qualche presa alta a rinvii di fino. Una sola apprensione nella ripresa, ma è al solito reattivo.
Maggio: 6,5. Partita dai due volti per l'esterno vicentino: nel primo tempo soffre la rapidità di Anderson e le sovrapposizioni laterali costringendo Callejon agli straordinari; meglio nella ripresa, ritrova ritmo, passo e lucidità nella lettura delle due fasi grazie ad una notevole presenza atletica.
Albiol: 7. Concede una sola occasione a Klose che si imbuca centralmente sul filo del fuorigioco. Per il resto conferma lo stato di grazia sia nel gioco areo sia nelle dispute corpo a corpo.
Koulibaly: 7,5. Straripante! Una prova da fenomeno assoluto e i cori razzisti dei laziali nei suoi riguardi sono il frutto di una evidente frustrazione: ogni tentativo biancoceleste trova in Kalidou un muro di gomma. Piccoli errori ancora da limare, ma quanto è forte questo ragazzo!
Strinic: 6,5. Anche il croato vive una serata double face come Maggio. I movimenti di Anderson che cambia fascia in continuazione creano disagi in contenimento, ma è solo questione di tempo e di abitudine al campo. Cresce col passare dei minuti fino a diventare un condensato di efficienza laterale.
Lopez: 6,5. Presente a se stesso, conosce i suoi limiti. Del pari, è consapevole dei suoi mezzi fisici e non si sottrae mai quando c'è da sputare sangue. Inutile pretendere da lui il guizzo di Allan o le intuizioni di Hamsik. Tuttavia lo spagnolo merita elogi per l'apporto polmonare e muscolare.
Jorginho: 7. Il pilastro centrale dell'architettura tattica di Sarri, il punto nevralgico che scherma la difesa, il capo voga della galea azzurra. Giallo strategico: si fa ammonire per scontare la squalifica contro il Carpi. Rientrerà per il match-scudetto contro la Juventus.
Hamsik: 7. Non particolarmente brillante nella giocata illuminante, di contro non sbaglia un movimento. Prende e restituisce calcioni nei contrasti, alza e abbassa il ritmo interno consapevole dell'assenza di Ghoulam. Capitano in piena maturazione espressiva.
Callejon: 8. Ormai è difficile trovare definizioni per un ragazzo che vola in ogni direzione, che taglia il campo con la precisione di un tagliaerba, che... trova la porta quando e come vuole. Suo l'assist per Higuain, delizioso il lob a scavalcare Marchetti.
Higuain: 7. 23 gol in 23 partite, per aggiungere qualcos'altro bisogna lasciare spazio alla poesia della sua giocata ovunque l'inerzia tattica lo sposti sul rettangolo verde. Dribbla, ispira i compagni e anche la fortuna si inchina a lui nel rimpallo flipper del vantaggio.
Insigne: 7. Allunga il Napoli come Modigliani i colli delle donne che dipingeva: la pennellata per Callejon vale da sola il prezzo del biglietto per tempismo e precisione. Quando accelera è imprendibile.
Sarri: 8. Arriva la settima vittoria consecutiva in campionato, solo il Napoli di Maradona c'era riuscito in precedenza. Cambiano alcuni interpreti ma la squadra gira a meraviglia assumendo le sembianze di un blocco unico con elegante incedere. Intensità emotiva, concentrazione, mai uno spreco nella gestione e posizionamenti repentini nelle tre fasi. Capolavoro!
Mertens: 6. Nel solco della continuità tecnico-tattica garantita da Insigne. La staffetta è ormai una preziosa e collaudata arma a disposizione. Il belga si sacrifica e spinge.
Gabbiadini: 6. Fa a sportellate con i difensori laziali e si procura molte punizioni importanti che fanno scorrere i minuti e respirare la squadra. Lo ripetiamo, Manolo deve capire che è importante quanto Higuain.
Chalobah: sv.








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