Lazio-Napoli decisa dal controllo degli spazi. L'analisi della vittoria azzurra
L'analisi di Lazio-Napoli, azzurri vittoriosi con grande merito. Abbiamo esaminato alcuni importanti dati relativi alla partita dello stadio Olimpico di Roma.

Guardando Lazio-Napoli esclusivamente dal risultato, si potrebbe parlare di vittoria del cinismo. Guardandola dai dati, invece, emerge una gara controllata dal Napoli dal primo all’ultimo minuto, in cui il 2-0 è quasi una conseguenza matematica. Vediamo perché.
L'analisi della vittoria del Napoli contro la Lazio
Il Napoli chiude con pochi tiri complessivi, 14 di cui 3 nello specchio, ma con una qualità nettamente superiore, come testimoniato dal valore si xG di 1,86, ben superiore a quello della Lazio di 0,35. Il punto chiave non è il volume, ma la shot map: la Lazio produce conclusioni prevalentemente da fuori area o da zone laterali, mentre il Napoli concentra i suoi tentativi nel cuore dell’area, specialmente sul lato destro dell’attacco. Il gol di Spinazzola nasce da una sequenza che vale da sola più di 0.30 xG: ricezione nel mezzo spazio, difesa laziale schiacciata, cross lungo sul secondo palo, e chiusura da quinto a quinto secondo un pattern ben riconoscibile.
POSSESSO E TERRITORIAL CONTROL
Il 65% di possesso palla del Napoli non è decorativo. Se si osserva la distribuzione, oltre il 55% dei tocchi azzurri avviene nella metà campo laziale, con la Lazio costretta a difendere con un blocco medio-basso per il 70% del primo tempo.
Qui entra in gioco il concetto di territorial dominance: il Napoli riduce drasticamente il tempo effettivo in cui la Lazio può costruire. Non a caso, i biancocelesti chiudono con pochissimi passaggi progressivi (13 contro i 35 del Napoli) e con un numero minimo di ingressi palla al piede nell’ultimo terzo (appena 10 contro i 17 dei partenopei).
EXPECTED THREAT (XT): PERCHÉ POLITANO È STATO DECISIVO ANCHE SENZA SEGNARE
Se si guarda all’Expected Threat, le minacce attese, Politano è il giocatore che ha spostato più valore, con ricezioni frequenti nel corridoio destro, alta conversione xT per tocco (ben 42 dei 64 tocchi sono avvenuti nel terzo offensivo), coinvolgimento diretto nelle due azioni-gol con 2 preziosi assist.
Il Napoli non ha dato l’impressione di “assediare” la Lazio, ma di aumentare il valore di ogni possesso offensivo, riducendo i passaggi a basso impatto e accelerando solo quando la struttura difensiva avversaria era disallineata.
PRESSING: PPDA E RECUPERI ALTI
Difensivamente, la partita è spiegata dal PPDA, prezioso parametro che ci aiuta a misurare il grado di riaggressione di una squadra una volta perso il possesso attraverso il numero medio di passaggi che concede alla squadra avversaria in transizione negativa. Il Napoli, con PPDA basso pari a 9,90 (al di sotto della sua media stagionale che prima della gara era 11,30) ha evidenziato una pressione alta, organizzata, costringendo la Lazio spesso al lancio lungo o al passaggio orizzontale, e, cosa ben più impattante, ad un PPDA pari a 30,73 (molto al di sopra della sua media abituale di 14,58). A ciò va aggiunto che il numero di recuperi palla entro 40 metri dalla porta avversaria, era costantemente a favore degli azzurri, elemento che limitava il numero di transizioni difensive lunghe e l’esposizione della linea arretrata, facendo in modo che, in pratica, il Napoli difendesse attaccando.
SET PIECES COME MOLTIPLICATORE DI VANTAGGIO
E, come esclamato dallo stesso Conte in panchina, Il gol di Rrahmani non è un evento isolato, perché, finalmente, le palle inattive del Napoli iniziano a mostrare blocchi ben sincronizzati, attacchi sul primo palo e ottima occupazione della zona centrale. Il fatto che il Napoli, in termini di xG da palla inattiva, inizi a incrementare il suo vantaggio strutturale, è elemento non trascurabile: quando una squadra già superiore nel gioco aperto diventa anche efficiente sui piazzati, il margine competitivo si allarga.
COSA RACCONTANO DAVVERO I DATI
Questa partita dice tre cose molto chiare sul Napoli 2025/26:
1. Non ha bisogno di dominare il numero di tiri per controllare una gara;
2. Massimizza il valore delle proprie azioni, non il volume;
3. Riduce drasticamente l’output offensivo avversario agendo sugli spazi prima che sulle marcature.
Ecco quindi che Il 2-0 dell’Olimpico non è un exploit, ma un esempio di controllo sistemico della partita, in cui ogni metrica avanzata punta nella stessa direzione.
Ed è spesso questo, più dei gol, il vero indicatore di una squadra da titolo.
CHIAVE TATTICA: L’HA VINTA ANCORA UNA VOLTA CONTE, ECCO COME
Fin qui l’analisi metrica, e dal punto di vista tattico? Si è trattato dell’ennesimo capolavoro di Antonio Conte. Conoscendo bene il suo avversario che gioca in fase difensiva con il riferimento palla/spazio e non sull’uomo, il tecnico azzurro ha tenuto in massima ampiezza Politano a destra e Spinazzola a sinistra, portando nei mezzi spazi, alle spalle delle due mezzali laziali Basic e Guendouzi, da un lato Neres e dall’altro Elmas e dando a quest’ultimo il compito, svolto egregiamente dal macedone, in transizione negativa, di schermare il passaggio verso Cataldi. Dal suo canto invece il brasiliano si andava a posizionare nel mezzo spazio destro portando il Napoli quasi sempre ad avere una superiorità numerica in ampiezza e Politano ad andare quasi sempre in uno contro uno su Pellegrini. L’analisi dettagliata del primo gol spiega perfettamente il piano tattico di Conte.

Come avevamo spiegato in sede di analisi tattica pre-partita, il “trigger” di Lobotka scatena la pressione altissima del Napoli. Come mostra la lavagna, è lo slovacco, evidenziato in giallo, che stavolta esce in pressione altissima su Cataldi, trascinando con sé tutta l’azione pressoria del Napoli, con Di Lorenzo, evidenziato in azzurro, che esce forte in anticipo, vincente, su Zaccagni, destinatario del passaggio in uscita dal basso. Ecco che, come da dogma sarriano, la Lazio, già tutta concentrata sulla zona sinistra difensiva dalla quale stava provando una uscita bassa, si trova a schiacciarsi ancor più da quel lato e verso la porta difesa da Provedel, seguendo il riferimento zona palla. Lo stesso Marusic, evidenziato in giallo, stringe verso l’area, riempita velocemente dal Napoli con Hojlund e con gli inserimenti di Di Lorenzo e di Elmas, mentre dall’altro lato, Spinazzola, evidenziato in azzurro, approfittava della pigrizia tattica di Cancellieri, evidenziato in viola, che non lo seguiva, lasciando all’esterno azzurro tempo e spazio sufficienti per l’inserimento a chiudere sul secondo palo.

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