Lautaro come Ndombele, Beccantini: "Ecco perché è stato confermato il primo e cancellato il secondo"

Il rigore prima concesso e poi annullato per fallo di Patricio su Ndombele sta facendo discutere, ma Beccantini spiega la differenza tra i due episodi.
Roberto Beccantini nella sua analisi post gara di Roma-Napoli si sofferma sulla partita disputata dagli azzurri e sulle mosse del tecnico di Certaldo: "Spalletti, con Politano, aveva sguinzagliato anche Gaetano, un ragazzo di talento, sbocciato a Cremona. Gaetano, non Raspadori. Sono i misteri del calcio che ci inseguiranno sempre, e sempre ci ecciteranno. A San Siro, con il Milan, era stato il turno di Zerbin. Forze fresche. Segni di coraggio. Era l’81’, quando il sasso di Osimhen ha infranto la vetrina di un Rui Patricio forse rassegnato".
Poi aggiunge: "E così il Napoli vola anche quando corre e sgomita, gli raddoppiano e limitano Kvara o c’è un Pellegrini che pedina Lobotka. La guerriglia, molto fisica, non poteva che essere decisa da due gladiatori, nel bene e nel male: il duello fra Osimhen e Smalling".
"Per concludere, due parole sul rigore concesso da Irrati e cancellato dopo il pit-stop al Var. Simile a quello di Valeri a Firenze, fischiato, ribadito e trasformato. Al Franchi Terracciano «gratta» la palla e, sullo slancio, disarciona Lautaro. All’Olimpico, Rui Patricio la devia in maniera più netta, soffiandola così, all’impatto di e con Ndombele, poi travolto. Gli arbitri fanno quadrato attorno al concetto di «più netta». Ecco perché è stato confermato il primo e cancellato il secondo". Ha concluso il giornalista che ha "chiuso la pratica" dopo il caso del rigore prima assegnato e poi rimosso dall'arbitro Irrati.








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