La tanto invocata "ricchezza" che diventa misteriosamente un "problema" per il Napoli

La tanto criticata "povertà" della rosa nelle retrovie, nelle seconde linee, ha lasciato il posto alla "ricchezza". Eppure per alcuni è comunque un "problema".
"Siamo corti, la rosa è povera", oppure "va bene la formazione titolare, ma in panchina c'è poco o nulla". Frasi che sembrano lontani ricordi di stagioni in cui il Napoli aveva una squadra di tutto rispetto, ma era evidentemente carente sul versante delle alternative. In città, però, ora sembra scoppiato il paradosso: proprio quest'anno che la rosa consente al tecnico Luciano Spalletti di variare senza abbassare il livello del collettivo che va in campo di volta in volta, partita dopo partita, c'è chi è preoccupato per l'improvvisa "ricchezza".
"Ora che torna Osimhen non ci sarà spazio per Raspadori e Simeone". Oppure, "Ndombele può mai essere una riserva? Ora che tornerà al top chi uscirà tra Lobotka e Anguissa?". Eppure il Napoli senza il bomber nigeriano (e con il mediano francese a mezzo servizio) sta facendo benissimo ugualmente, ed è questo il dato che deve far riflettere considerando che lo scorso anno, senza Victor, la media punti si abbassò considerevolmente. La società ha aumentato i giri del motore, altro che "problema". Sarà compito di Spalletti far giocare tutti senza spremere nessuno, ma una certezza c'è: difficilmente, scongiuri a parte, si farà fatica a mettere in campo una formazione di grande livello come invece è accaduto lo scorso anno tra squalifiche, infortuni e sfortuna. Ricordate, ad esempio, i salti mortali per scegliere l'11 titolare contro l'Atalanta al Maradona?








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