La Juventus vince, Beccantini: "La squadra di Allegri è così "femmina" che..."

Roberto Beccantini attraverso i suoi canali social ha commentato la vittoria della Juventus di Allegri contro l'Udinese di Sottil per una rete a zero.
Roberto Beccantini, storica firma del giornalismo sportivo italiano, ha commentato attraverso i suoi canali social la vittoria della Juventus contro l'Udinese per 1-0 di ieri sera allo Stadium: "Otto vittorie consecutive, tutte senza reti al passivo. Sempre, o quasi, con la solita ricetta: posate e tovaglie non proprio raffinate, menu un po’ così (Locatelli scotto, non al dente) e il dolce alla fine, come in ogni ristorante che si rispetti, non importa se da venti o cento euro. A Cremona, mercoledì, era il 91’ quando ha risolto Milik. Allo Stadium, l’86’ quando ha deciso Danilo. Dicono che sia il sesto gol dopo l’85’. Segno che, pian piano, Madama cresce e gli dei, benigni, ne gratificano la scossa, le mosse. Al punto che uno si chiede se, e sottolineo se, sarà mai possibile vedere all’inizio la Juventus della fine. Lo domando sommessamente a chi di piacere, alla musa del corto muso".
Inoltre, Beccantini, a sorpresa, aggiunge: "La squadra di Allegri è così «femmina» che avrà spinto al brindisi persino Gioannbrerafucarlo, lassù, non appena abbracciato Stradivialli. Si ritrae - a volte vezzosa, a volte pigra - e si ciba di contropiede. L’Udinese di Sottil, non più martellante come in estate, pochissimo ha creato, a onor del vero, ma anche poco rischiato. Un’incornata di Rugani, una rasoiata di Kean (murate, entrambe, da Silvestri) e nella ripresa, allorché gli avversari si erano fatti un tantino più audaci, qualche mischia, qualche petardo vagante ma niente di che".
"Di Maria? O esce per entrare o entra per uscire. D’accordo, l’usura galoppante (34 anni) e Messi così lontano. Ma insomma. Per la cronaca, e per la storia, sono stati i cambi (e dai) a fissare i confini. Lancio di Paredes, stop di petto e cross di Chiesa per Danilo, uno dei rari titolarissimi. Dopodiché, o capitani! miei capitani! (lo era anche Ernestino)". Ha concluso Roberto Beccantini.








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