La grande bugia su De Laurentiis e i premi della Lega ai club dallo scudetto in giù

La lotta scudetto entra nel vivo con la sfida in programma allo stadio Maradona tra Napoli e Milan il prossimo 6 marzo alle ore 20,45.
"Aurelio De Laurentiis non vuole vincere lo scudetto". Sentiamo dire da anni questa colossale bugia sul conto del presidente del Napoli. Motivo? Lieviterebbero eccessivamente i costi di gestione. Ma non è del tutto così considerando che nessuno imporrebbe al massimo dirigente di alzare ulteriormente l'asticella riconoscendo ingaggi alti e premi eccessivi ai calciatori. Il modus operandi del produttore cinematografico è chiaro da sempre: il club si mantiene con le proprie forze tra bilancio, soldi che arrivano grazie ai risultati sportivi e dalle eventuali plusvalenze, ovvero gli introiti dalle cessioni di calciatori che hanno visto lievitare il loro valore indossando la maglia azzurra.
Soldi che arrivano grazie ai risultati sportivi, dicevamo: soffermiamoci su questo passaggio. Quanto incassa il club che vince lo scudetto? Al di là della gioia immensa per la tifoseria che può vantarsi di sostenere la squadra campione d'Italia, vincere un tricolore porta solo benefici e vantaggi tra incasso immediato, visibilità internazionale, dunque brand e merchandising.
Tra Scudetto e qualificazione alla Champions League dell’anno successivo - scrive Qui Finanza - i Campioni d’Italia riscuotono una vincita equivalente a 33,4 milioni di euro. La seconda in classifica 26,6 milioni di euro, di cui 19,4 milioni relativamente al posizionamento in Serie A e 7,5 milioni per la partecipazione al massimo torneo europeo.
Più in basso la terza classificata con 16,8 i milioni che incassa dalla Lega Serie A e 5 dalla Uefa, con 21,8 milioni di euro totali utili a costruire l’annata successiva. Non è male nemmeno il quarto posto: qui troviamo la prima quota che si attesta sotto i venti milioni complessivi (16,7), formati dai 2,5 delle istituzioni europee e dai 14,2 del torneo italiano.
Ottengono più di 10 milioni di euro dalla stagione precedente anche le squadre che accedono in Europa League, ossia quelle posizionatesi dal quinto al sesto posto (rispettivamente 12,5 e 10,9 milioni di euro). In virtù del loro piazzamento, queste squadre partecipano alla fase a gironi e ottengono dall’Uefa 3,63 milioni di euro ciascuna: arrivare in tale posizione in campionato comporta dunque un guadagno complessivo che sale rispettivamente a 16 e 14,5 milioni di euro.
La classifica e il famoso “paracadute”
La settima di Serie A, che di fatto partecipa alla Conference League, è la prima a scendere sotto quota 10 milioni di euro. Questa la classifica completa dei compensi provenienti dalla Lega:
1 - 33,4 milioni
2 - 26,6
3 - 16,8
4 - 14,2
5 - 12,5
6 - 10,9
7 - 9,3
8 - 8,3
9 - 7,4
10 - 6,3
11 - 5,5
12 - 5
13 - 4,6
14 - 4,1
15 - 3,6
16 - 3,2
17 - 2,8
La 18esima della Serie A ottiene 2,2 milioni di euro, la 19esima 1,6 milioni di euro e la ventesima e ultima appena 900mila euro. C’è però da considerare un aspetto: la Lega aiuta le squadre retrocesse con il famoso paracadute, che può variare a seconda di quante stagioni nel massimo campionato sono state disputate in precedenza. Il paracadute può essere di 25, 15 o 10 milioni di euro, a seconda di una retrocessione dopo quattro, due o una stagioni in Serie A giocate continuativamente. In pratica, una squadra che arriva 18esima in Serie A, dopo quattro o più stagioni nel massimo campionato, arriva ad ottenere ben 25 milioni di euro, quasi come la seconda classificata (qui i conti di una Serie A a rischio default).








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