La genialata di Ancelotti e lo scacco matto all'Udinese in poche mosse. Altro che leader calmo!

La straordinaria lettura del tecnico del Napoli che non è mai banale nelle sue scelte tecnico-tattiche. La sua forza è la lucidità.
UDINE. Sembrava una serata nata sotto una cattiva stella: al pronti via il problema all'inguine per uno dei calciatori più attesi, Simone Verdi si fa male dopo due giri di lancette al termine di un tentativo di dribbling. Sembrava una serata storta. Sembrava, appunto. Ancelotti in pochi istanti ha trovato la contromossa giusta che ha spaccato in due la cattiva sorte: dentro Fabian Ruiz e subito Napoli in vantaggio grazie ad una giocata stupenda dello spagnolo. Palla a giro all'incrocio dei pali: con il destro, ovvero non proprio il piede preferito dell'ex Betis.
Sembrava una serata storta, ma subito raddrizzata da un allenatore che conosce il calcio come pochi al mondo. Nella ripresa i partenopei hanno subito il ritorno di fiamma dell'Udinese con De Paul e Lasagna ispirati e bravi a sfruttare qualche affanno di Albiol. Ma anche in questo caso Ancelotti non si è scomposto: ha fatto sbollire la pressione dei friulani e poi ha tolto a sorpresa Milik inserendo Ruiz accanto a Mertens e mettendo Hamsik in mediana a dispensare ordine e disciplina ai compagni. Nel finale spazio anche a Rog che è andato subito in gol. Poche mosse, tutte apparentemente semplici e geniali, e scacco matto alla squadra di Velazquez. Altro che leader calmo: i pensieri di Ancelotti come un fiume in piena e anche con l'arbitro non sono mancati confronti animati. La forza di Carletto è la lucidità, la logica, ma soprattutto la straordinaria lettura delle partite.








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