La dolce bugia di Sarri e le due bordate a quelli che "disturbano", in testa un solo obiettivo!

Una dolce bugia per rincuorare il gruppo dopo il mezzo passo falso interno e per rivendicare l'autenticità di un gioco che non deroga nemmeno davanti ai pullman sistemati davanti alla porta.
Maurizio Sarri viene spesso etichettato come un ottimo maestro di tattica senza stile sul versante della comunicazione. "Mette la tuta, si presenta male, non si fa nemmeno la barba", tuona qualcuno, mentre altri aggiungono un certo fastidio per quelle parolacce che di tanto in tanto (spesso, a dire il vero) escono dalla bocca del mister toscano. E invece noi crediamo che Don Maurizio abbia un modo di comunicare davvero orginale in questo mondo fatto più di giacche e cravatte con maschere che di valori veri. Sarri usa la tuta perchè il calcio è lavoro duro, certi risultati si ottengono solo sudando, è la tuta, viva i Mazzoni di tutto il mondo, è proprio il simbolo dell'impegno, la voglia di essere vicino ai suoi in abiti da combattimento. E poi le parolacce, certamente evitabili, sono sicuramente più gradevoli, per fare un esempio, delle sciocchezze che ultimamente ha detto Spalletti per bacchettare un guardalinee di Ercolano oppure per difendere la decisione di un arbitro (napoletano) di assegnare un rigore inesistente ai giallorossi. Ieri il maestro degli azzurri è stato un fuoriclasse anche davanti ai microfoni: ha detto che il Napoli contro il Palermo ha creato più azioni da rete che contro il Bologna. Una dolce bugia per rincuorare il gruppo dopo il mezzo passo falso interno e per rivendicare l'autenticità di un gioco che non deroga nemmeno davanti ai pullman sistemati davanti alla porta. E poi le due bordate a Gabbiadini (che non l'ha salutato) e a Raiola (che lo accusa di essersi comportato male con El Kaddouri). Il calciatore e il noto procuratore hanno sbagliato con uscite evitabili con l'intento di disturbare la serenità del Napoli. Ma ci vuole ben altro per distogliere l'attenzione di Sarri che è sempre sul pezzo e che in testa ha un solo obiettivo: diventare leggenda!







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