La decisione della Roma è assurda, il calcio italiano versa in condizioni inaccettabili

La dirigenza romanista aveva solo un dovere: diramare un comunicato per chiedere scusa a nome del tesserato che si è ancora una volta distinto per atteggiamenti gravemente antisportivi
Roma, cosa combini? Le immagini non sono sufficienti per avere almeno il buon senso e l'eleganza di tacere e di accettare la decisione sacrosanta del Giudice Sportivo? Come è possibile presentare ricorso contro la squalifica per due turni dello scorretto Strootman il quale si è platealmente tuffato nel corso del derby di domenica scorsa? Il bluff dell'olandese ha beffato sia l'arbitro Orsato che gli assistenti, e tutto il mondo del calcio si è indignato bacchettando il recidivo Kevin. Ma peggio del mediano ha fatto il club capitolino inscenando l'ennesima farsa che macchia la già malandata faccia del calcio italiano. La dirigenza romanista aveva solo un dovere: multare il calciatore e diramare un comunicato per chiedere scusa a nome del tesserato che si è ancora una volta distinto per atteggiamenti gravemente antisportivi e a nome anche di De Rossi, il quale con un gesto volgare indirizzato ai laziali, ha aizzato non poco gli animi. E invece no, la Roma cosa fa? Fa ricorso per difendere l'indifendibile. E se lo ha fatto, evidentemente cova la speranza di riuscire nell'impre. Ma si sa, in Italia tutto è possibile. Siamo alla follia!








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