L'Inter scricchiola e sabato c'è il Napoli. L'accusa per Inzaghi dopo il derby

Simone Inzaghi, tecnico dell'Inter, riceve le prime critiche dopo la sconfitta contro il Milan e in vista della delicata trasferta allo stadio Maradona.
Nell'ambiente Inter c'è fermento dopo la sconfitta nel derby contro il Milan (e sabato c'è la sfida contro il Napoli al Maradona) che, di fatto, ha riaperto il campionato. Sul banco degli imputati è finito il tecnico Simone Inzaghi, fino a qualche giorno fa elogiato da quasi tutti gli addetti ai lavori. L'accusa è chiara: i cambi automatici, in 22 partite su 23 ha effettuato tutte e 5 le sostituzioni. Nessuno in Italia fa così. Se ci si chiede il perché l’allenatore nerazzurro faccia ricorso in maniera così costante alle risorse in panchina - analizza la Gazzetta dello Sport - la chiave di lettura va trovata in un tipo di calcio tremendamente dispendioso. Lo raccontano diversi parametri del campionato, è un dato di fatto: l’Inter spende tanto, perché tende a voler comandare il gioco il più possibile e per farlo l’allenatore chiede a molti uomini di coprire una zona di campo ampia.
Solo una volta - continua la rosea - Inzaghi ha effettuato il primo cambio all’intervallo. La maggior parte delle volte - 12 su 23 - la sostituzione iniziale è arrivata dopo un’ora di gioco, tra il minuto 61 e il 70. Detto in altri termini: è come se la macchina nerazzurra, sì proprio quella del cambio automatico, avesse un’autonomia complessiva di un’ora. Passato quel tempo, per il tecnico diventa necessario intervenire. E quando vai a toccare l’ingranaggio, a volte può andar bene e altre male. Specie se chi lascia la panchina lo fa con l’atteggiamento di Vidal nel derby di sabato.








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